In morte di houyhnhnms

aprile 14, 2008

Questo spazio muore, com’è morta oggi la sinistra italiana. E’ la prima volta nella storia dell’ Italia repubblicana che il Parlamento non ha rappresentaza comunista e socialista. E’ morta, e noi lavoreremo per ricostruirla.
Non sarà una passeggiata: l’deale di sinistra non è il populismo piazzista di Berlusconi, per quello basta poco.  Non è “la miseria morale e politica, di tipo paleonazista come quella rappresentato dalla lega”.
La sinistra ha radici culturali, ha una storia fatta di errori e di superamento. La sinistra è complicata, perchè sono complicate le questioni storiche all’interno delle quali noi dobbiamo operare. Noi la rimetteremo in piedi, senza interessi particolaristici, non ne abbiamo bisogno. Il nostro interesse è l’interesse sociale.

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia” (Enrico Berlinguer)

Annunci

Scelte

aprile 9, 2008

Roma, 7 apr. (Adnkronos/Ign) – “Sono felice di firmare l’appello per Sinistra Critica e mi fa molto piacere sostenere questa campagna. E’ doloroso vedere cosa succede sulla scena politica italiana“. Lo scrive il linguista americano Noam Chomsky, professore emerito e protagonista di tante battaglie contro la guerra, in un messaggio inviato alla Sinistra Critica.

Il messaggio di Chomsky segue la firma dell’appello internazionale lanciato da SC, a sostegno dei candidati della formazione. Tra gli altri, hanno firmato il regista inglese Ken Loach, l’economista Eric Touissaint, lo storico statunitense Howard Zinn, il candidato alle ultime presidenziali in Francia Olivier Besancenot, la candidata brasiliana Heloisa Helena, lo scrittore libanese Gilbert Achcar.

“Ringraziamo Noam Chomsky – hanno dichiarato la candidata premier Flavia D’Angeli (nella foto) e Franco Turigliatto – per l’appoggio in questa campagna. Il suo aiuto insieme a quello degli altri ci dà forza per impegnarci, non solo durante le elezioni, affinché rinasca in Italia una sinistra davvero contro la guerra, ecologista, femminista e anticapitalista“.

Cose

aprile 7, 2008

Allora oggi sul Manifesto c’è un gran pezzo di Luttazzi. Probabilmente tra poco anche sul suo blog, però compratelo il manifesto maledetti.

Poi, qui c’è la prima trasmissione di attualità su radio G. Sulle elezioni e dintorni. E vi invito a registrare i vostri messaggi audio (massimo 2 minuti) su qualunque cosa (politica, attualità, signoraggio) e mandarmeli, per una trasmissione radiofonica composta solo dai vostri messaggi in sequenza. Coraggio, ci sono migliaia di lettori di giornlaettismo che aspettano di sentire la vostra.

Poi niente, fate i bravi, andate a messa e studiate.

Tornati

aprile 3, 2008

Giornalettismo è tornato. Tutto nuovo, cose in grande. Troppa pubblicità. Per quanto ve ne può fregare, io mi occupo principalmente della radio e della tv. Non mancheranno articoli naturalmente. E naturalmente siete tutti invitati a contribuire con articoli, video, idee, prestazioni in natura. Olè.

Gabriela e Rodrigo

aprile 1, 2008

Of course

marzo 22, 2008

Ritagli

marzo 20, 2008

yes.jpg

Why not?

marzo 19, 2008

Segue dal precedente

marzo 19, 2008

Compagno Franco

marzo 14, 2008

L’avete visto Turigliatto ieri a Porta a Porta? Prima, all’entrata del leader di Forza Nuova non gli ha stretto la mano, con quello che gliel’aveva tesa, e Franco che con la testa mimava un “ma nemmeno a pagamento”. Poi si è alzato ed è andato via, con Vespa fuori di senno che cinguettava “non faccia sceneggiate, lo sapeva che ci sarebbe stato un fascista!”. Niente di nuovo sotto il sole, apologia di fascismo ieri su Raiuno. Però finalmente qualcuno che si comporta decentemente c’è. La scena mi ha fatto venire in mente una cosa analoga, raccontata da Luttazzi in un suo spettacolo: racconta Luttazzi di quando Costanzo invitò dei nazisti aun Costanzo Show, e questi si rimisero a discutere di nazismo in certi termini. Bernard-Henri Lévy era presente e fece ritornare tutti sul pianeta terra, si alzò e andò via dicendo “il nazismo è già stato giudicato dalla storia, arrivederci”.
Ribadiamo, per i nostalgici e per chi ha una idea malata di democrazia: il fascismo è già stato giudicato dalla storia. Fiore, Pisanò, Storace e compagnia, cambiate paese.

Cose che non capisco

marzo 14, 2008

Volevo dire: non capisco come si faccia ad andare addosso a una battuta. Con che faccia si sta montando una polemica del genere per una battuta. A me ha fatto morire dal ridere. La ragazza precaria è stata la prima a sorridere. Basta montare polemiche sulle stronzate.

Torno alle cose serie…

Morto un Papa…

febbraio 14, 2008

E’ morto Michele Greco. Se al funerale incrociate Dell’Utri, non vi preoccupate, è lì per sbaglio. Piuttosto che ci fate voi al funerale di Michele Greco?

Il Partito Democratico ha stabilito definitivamente la sua strategia per le elezioni di aprile. Si va da soli. Anzi, si va con chi condivide pienamente il programma del PD.
Dall’altra parte Silvio ha sfornato quello che era già in fase embrionale parecchio tempo fa, cioè il Popolo delle Libertà. Già dentro An, Lega (Federata), Rotondi, Dini, Mastella ci sta pensando, e prossimamente l’UDC di Casini. Che il suo padrone l’ha scelto, ed è Berlusconi, come ha più volte ribadito ultimamente in tv. Poco comprensibile sarebbe altrimenti la scelta di Baccini e Tabacci di uscire e creare la Rosa Bianca, nata perchè Casini ha messo definitivamente da parte l’idea di un grande centro senza Berlusconi.
Nel partito democratico, da cui mi divide politicamente tutto, ci sono persone oneste e stimabili. Ci sono anche persone oneste che non stimo, e ci sono anche disonesti. Insomma, è un partito. Chi vuole semplificare dice che Veltroni è il braccio armato di Chiesa e Confindustria. Questa, oltre che una sciocchezza oggettiva è soprattutto un modo di porre la questione in maniera sempliciotta. Nel Pd, come in ogni partito, ci sono diverse anime, da quelle più progressiste a quelle più conservatrici. D’altra parte è un partito che racchiude post comunisti e post democristiani. E’ un partito complesso, che mira ad un rinnovamento. Ed è tutto quello che non voglio per l’Italia. Detto questo, sono assolutamente certo che nell’attuale sistema di democrazia rappresentativa, e nell’attuale sistema elettorale, le alleanze vadano fatte (come dice giustamente Silvana Pisa nel suo ultimo intervento al Senato), alleanze e mediazioni, e non “pur di governare” ma per governare meglio e rappresentare di più.
Ora, siccome io tra la lotta armata e dare il Paese a Berlusconi preferisco la terza via, che consiste nell’accettare compromessi e mediazioni con gente presentabile, ritengo che sia un suicidio la scelta solitaria del PD. E ve lo dimostro.

Di seguito lo schema con i risultati elettorali di poco meno di due anni fa.

camera1.gif

senato1.gif

Prendiamo per buone queste votazioni, dopotutto è passato poco tempo. Solo per farci un’idea. Non consideriamo la sfiducia di una parte consistente dell’elettorato che ha votato l’Unione e oggi si ritrova ancora le leggi vergogna, il conflitto degli interessi, la subalternità alla politica esterna statunitense ecc.
Il PD, da solo, alla camera, prenderebbe circa 12 milioni di voti. Non contandoo nemmeno quella minoranza che non voterà più i “Ds” perchè emigrati a sinistra con la scissione di Mussi. 12 milioni se va alla grande.
Dall’altra parte, compatti anche se divisi, prenderanno quantomeno i voti dell’anno scorso, poi s’imbarcheranno Mastella, e tutti gli indecisi scontenti del governo delle tasse. Non meno di 20 milioni di voti. Contro i 12 del Pd e i 5 della Cosa Rossa. Con l’attuale legge elettorale la camera sarà occupata dal partito di Berlusconi e Fini, da Casini e dalla Lega. Suicidio.

Al Senato la Casa delle Libertà prese 428.179 voti in più, ma perse per il sistema elettorale. Oggi, col Pd da solo, la situazione sarebbe disastrosa. Il PD a 10 milioni di voti se va bene, (11 se va molto bene, e se entra anche l’IDV, ma così non va a solo). Cosa Rossa a 4 (5 se va bene). Dall’altro lato compatti sulle poltrone occuperanno il Senato con una maggioranza assoluta. Insieme arrivano a 18 milioni bendati.

Dopo aver occupato Camera e Senato con maggioranze schiaccianti, Berlusconi riaprirà il dialogo con Veltroni per le grandi riforme.
Ah no, quest’ultima cosa no.

Ripasso settimanale

febbraio 5, 2008

Tra un paio di mesi si vota. Nonostante la corposa fetta cattolica nel PD, per ora non si intravedono pentimenti nell’atteggiamento suicida del “andiamo da soli“.
Ricordiamo a tutti noi, che il suicidio è peccato mortale.

Essere d’accordo

febbraio 4, 2008

Quelli che…

febbraio 3, 2008

…scaricano da eMule “Il problema del Medio Oriente – La storia siamo noi” e si ritrovano un pornazzo in più sul computer.

Chan e Kurt

febbraio 1, 2008

Cose poco comprensibili

gennaio 31, 2008

Pare che Camoranesi abbia agito così dopo aver appreso la notizia dell’addio all’UDC di Tabacci e Baccini, e alla conseguente nascita della Rosa Bianca. Il giovane Pelè, che tra l’altro è nero, non riesce ancora a farsene una ragione.

Nice One

gennaio 30, 2008

Ripasso settimanale

gennaio 29, 2008

Carissimi amici del martedì, la settimana passata è stata segnata da due dimissioni importanti. Quella di Romano Prodi, che ha lassiato (come direbbe lui) la presidenza del consiglio dopo essere andato sotto al senato al voto di fiducia. E quella di Salvatore Cuffaro, che da sabato non è più governatore della regione Sicilia causa cannoli.
Dopo aver ottenuto la fiducia alla Camera, Prodi ha giustamente proseguito l’iter parlamentare contando uno per uno i senatori che ancora sostenevano il suo governo, ne abbiamo contati 156, compresi alcuni senatori a vita. Mastella alla fine, senza nessuna motivazione politica è stato l’ago della bilancia per demolire questo governo nato traballante, con numeri precari e con alleanze che hanno fatto perdere qualunque senso alla denominazione “centro-sinistra”. Conoscendo la storia politica del collezionista di poltrone, siamo sicuri che Clemente ricoprirà un incarico di rilievo in un eventuale e prossimo Governo di centro destra, non è uno che lascia a perdere, questo lo dice la storia.
Consueto civile scambio dialettico aristotelico dai banchi del Senato: con Castelli che paragona l’orgoglio Prodiano con un discorso di Mussolini al Lirico nel Dicembre del 1944 (“Qualunque cosa accada il seme è destinato a germogliare”). Con Fisichella, che ringrazia sentitamente Rutelli per averlo accolto tra i suoi dopo la rottura con Fini ma che rivendica una certa autorità. “mi permetto di ricordare che non ero e non sono un tizio qualunque cui viene regalato un seggio parlamentare”. Turigliatto, che già prima del voto preparava una sinistra di opposizione perchè “la sinistra ha ingoiato tutto senza riuscire ad ottenere nulla” (che è vero vero vero, ma ora?), e quando vota no viene ricoperto di applausi che paiono beffardi dai banchi delle destre. O il destro Morselli, che cita (male) il “finanzial taim” e afferma che Prodi verrà “sappellito”. Rimarrà alla storia l’intervento di Francesco Nitto Palma (Forza Italia), che si ricorda di essere uomo di legge e parte coi virtuosismi in latino. Anzi, prima in francese: “Après moi, le dèluge” (dopo di me, il diluvio) rimproverando Prodi di prendersi veramente troppo sul serio (“Ella rifiutò, perchè ella si ritiene..”). Poi si scatena: “Dum Romae Consulitur, Saguntum expugnatur” “Obtorto collo”, “Acta est fabula”, “Acta est tragedia”…e via via traducendo “ove mai lei non avesse particolare dimestichezza con il latino”.
Ma il caos esplode alla chiusura dell’intervento del Senatore Cusumano (ex Udeur), senatore dal 1992, ai tempi era DC.Conclude un confuso intervento Cusumato: “Scelgo in solitudine, scelgo con la mia libertà, scelgo con la mia coerenza (…) scelgo per la fiducia a Romano Prodi”. Apriti Cielo.
Dai banchi di An comincia Nino Strano “Cesso, sei un cesso”, “Merda, sei una merda, merda!” E mentre Marini sollecita il senatore Massidda a iniziare in suo intervento nel caos: “Senatore Massidda collabori!! E proviamoci!!” il senatore Barbato, capogruppo dell’Uder, parte di gran carriera “Vergona, Vergogna” mimando un aggressione con tanto di (tentato?) sputo. Cusumato impallidisce e sviene. Seduta sospesa. Mini spot per noi, torniamo subito. Finisce come sapete, 156 a 161, niente fiducia e dimissioni. Con il senatore Nino Strano che si distingue per garbo e rispetto formale delle Istituzioni urlando “Prodi, accattate sta mortadella!” gustandosi una bella fetta direttamente in aula.
E insomma, è andata così. Ora elezioni.

L’altra dimissione celebre, come detto, è stata quella di Totò Cuffaro, che nel dopo sentenza, a caldo, si era detto tranquillo, felice per non essere stato ritenuto un favoreggiatore di Cosa Nostra, e promettendo “non mi dimetto”. Intanto il Ministero dell’Interno aveva avviato un procedimento di sospensione richiesto dalla procura di Palermo, ma Totò anticipa tutti. Si dimette, anche grazie ai pressing di Miccichè (!) e di Dell’Utri (!!), grazie ai cannoli con i quali ha festeggiato la condanna light, e dopo che la sua situazione processuale stava imbarazzando un partito che lavora per un grande centro moderato. O forse no, visto che pare si stia già preparando a diventare senatore. O Parlamentare Europeo. Il problema, ora, è un altro. E cioè il successore di Cuffaro. Chi tra i moderati si aspetta un cambio radicale, una faccia nuova, un nuovo modo di fare politica, più trasparente, meno clientelare, mano baci o strette di mano, probabilmente avrà da ricredersi. Il successore ideale ha una faccia, un nome e un cognome. Si chiama Raffaele Lombardo, e già adesso controlla una miriade di voti nella Sicilia Orientale, con metodi che ricordano molto quelli di Totò.
Scrive Bolzoni su Repubblica “Vengono tutti e due da là (Democrazia Cristiana, NdA) Cuffaro e Lombardo, il primo che farà 50 anni a febbraio e l’altro 58 ad ottobre, tutti e due fedelissimi dell’ex ministro Calogero “Lillo” Mannino, il grande vecchio della Dc siciliana, il loro maestro, il loro prezioso consigliere ancora negli ultimi difficili mesi con un governatore in bilico e un altro in pectore. Tutti e due ex della scuola dai Salesiani, tutti e due medici.
Un altro medico, ex DC e vicino a quegli esponenti della DC sicialiana che entravano e uscivano dai tribunali per processi di mafia.
Una parte della Sicilia (e dell’Italia) ha scoperto che non basta liberarsi di Cuffaro per cambiare il sistema politico siciliano. E questo è solo un esempio dell’incostistenza di quelle proposte di legge che vedono come la panacea di tutti i mali quella di agire esclusivamente dal punto di vista penale e processuale per risolvere problemi culturali, radicati nelle persone, che non si cambiano coi decreti legge.
Fra tre mesi la Sicilia è di nuovo chiamata a votare per eleggere il nuovo governatore. Speriamo che il lavoro di Rita Borsellino e delle forze progressiste in Sicilia sia servito a qualcosa.