In fondo a destra

settembre 10, 2007

L’8 settembre centinaia di migliaia di persone (ieri repubblica.it parlava di 300mila firme) si sono riversate nelle piazze d’Italia per urlare un liberatorio vaffanculo all’attuale classe politica, la quale “non ci rappresenta” è “sempre più casta” ed è “sempre più arroccata su stessa”. Quindi vaffanculo. Vaffanculo-Day. Roba grossa.

L’iniziativa è stata lanciata il 14 Giugno 2007 dal blog di Beppe Grillo, tramite il quale l’ex comico genovese ci esortava a scendere in piazza “per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente”. Ma per pietà, non chiamatelo populista, o demagogo, che i grillini s’incazzano.

Più tardi, martedì 10 Luglio, in sella ad una BMW Serie 5 E39 con autista, Beppe Grillo approdava davanti al palazzo della Corte di Cassazione, a Roma, atteso da alcuni volenterosi ragazzi, i ragazzi del meetup di Roma. Motivo? Depositare una proposta di legge di iniziativa popolare. Roba decisamente forte, tantopiù che la Corte dei Conti, alcuni giorni dopo, “benediva” l’iniziativa di Grillo. “Chi e’ condannato in via definitiva deve essere destituito dalla carica che riveste” diceva sicuro il procuratore generale della magistratura contabile Claudio De Rose.

La legge prevede:

Aggiunta di ulteriori cause d’ineleggibilità (perpetua!) a quelle disposte dal D.P.R. del 30 marzo 1957, n 361, e cioè: “l’essere stati eletti per due volte all’ufficio di membro parlamentare” (insoldoni, dopo due legislature vai a casa); “l’essere stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo”.
Sospensione e decadenza dall’ufficio di parlamentare.
“sono sospesi dall’ufficio, con delibera della Camera di appartenenza, i membri che hanno riportato, anche precedentemente alla proclamazione dell’elezione, una condanna non definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo. La sospensione cessa automaticamente in caso di successiva assoluzione dell’imputato.” Ciò vale anche per le sentenze non definitive di condanna pubblicata prima dell’entrata in vigore della legge, in quanto pubblicate dal PM al Presidente della Repubblica entro 30 gg.
“Il Presidente della Repubblica può, ai sensi dell’art. 88 della Costituzione della Repubblica, sciogliere la Camera che omette di deliberare entro trenta giorni dal ricevimento del messaggio di cui al comma precedente.”
Introduzione del voto di preferenza.
“ogni elettore dispone di un voto di lista e di un voto di preferenza per determinare l’ordine dei candidati compresi nella lista votata”.

Per l’ultimo punto, senza bisogno di scomodare Grillo, si erano mossi migliaia di italiani, “per il referendum Segni contro questa indecorosa legge elettorale proprio perché non sopportano più il piglio castale e l’autoreferenzialità malata delle varie leadership di partito” (Michele Serra).

Analizziamo brevemente gli altri punti.
In uno Stato di diritto (Rechtsstaat), nelle democrazie moderne e da qualche parte nella Costituzione, la pena si esaurisce e serve a “riabilitare” il condannato e a fare da deterrente. E non l’ha mica scritta Foucault la Costituzione. La proposta di Grillo ignora la ratio della pena e si limita a dare una bella mano di bianco. Con la destra, ovviamente.
Non da meno la pena è inflitta dal giudice. Montesquieu, quando ci insegnò come deve essere fatta una Democrazia, sottolineò il concetto di separazione dei poteri. E’ compito del potere giudiziario, della Magistratura, decidere la pena nei confronti di chi viola la legge. Se il giudice ritiene ce ne sia ragione, infligge l’interdizione dai pubblici uffici, non aspetta che Grillo proponga una legge che stabilisce che un cittadino non può (per legge!) eleggere qualcuno che abbia subìto condanne definitive. Grillo, magari non rendendosene conto, propone di fatto quell’ingerenza della politica sulla giustizia contro la quale si sbraita a teatro.
Io voglio essere libero di eleggere qualcuno che abbia subito una condanna definitiva, e mi terrorizza che questa libertà me la tolga Grillo, insieme a 300mila persone, che di sicuro non hanno votato il Polo, e che per buona parte si credono di sinistra. La cosa mi violenta.

Il punto sulle due legislature è un classico argomento “de panza”, di quelli facili facili, che danno un sacco di consenso. Preso atto che abbiamo un Parlamento pieno di vecchi politici, gente che siede lì da 50 anni, la soluzione sarebbe una legge che limiti a due legislature “l’iter” di un politico. Roba da statisti. Senza contare il fatto che una legislatura può durare anche un mese, è impensabile mandare a casa un politico che (ad esempio) fa antimafia, ha vinto delle battaglie, che con la sua faccia ha conquistato e meritato la credibilità e la fiducia dei cittadini, i quali da lui si sentono rappresentati. E invece no, politico con scadenza, come le mozzarelle. Le basi della democrazia col timer.

Il rischio è che per ragioni emotive si tentino di risolvere problemi grandissimi puntando sul breve periodo, senza lungimiranza, non tenendo conto delle gravissime ripercussioni che determinati provvedimenti provocherebbero nel lungo periodo. Il popolo vota Berlusconi? Rendiamo ineleggibile Berlusconi, così risolviamo il problema! No. Il problema è che Berlusconi non è l’origine dei problemi, ma la conseguenza logica del nostro modo di fare politica, di vivere. Di ognuno di noi.

Caro Grillo e cari italiani incazzati, la rivolta va bene, anzi, va benissimo. Ma non rivolte di pancia, qualunquiste, partorite da un altro uomo al balcone. La rivolta dev’esserci ogni giorno, ognuno di noi, per tutta la giornata. E non solo in piazza coi banchetti, ma dentro di noi, nella nostra quotidianità, nei nostri singoli atti pubblici, politici. Così non mandiamo a casa nessuno subito, ma creiamo qualcosa di nuovo, per il futuro.

Un’ottima rivolta politica l’8 settemebre l’ha fatta Naomi Klein, a Vicenza, a sostenere il No Dal Molin e a presentare il cortometraggio “Shock Economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri“. Roba seria, questa sì.

Ps: un mio amico ha ideato questa bella iniziativa. Merita un’occhiata.
Annunci

2 Risposte to “In fondo a destra”

  1. GG said

    Caro CC, io sono di sinistra e sono andato in piazza a firmare. e ti spiego perchè.
    Anzitutto apprezzo molto chi, come te, si è preso la briga di leggersi la proposta di legge: anche io l’ho fatto, studio anche per questo, ma puoi immaginare di 300.000 persone quante fossero andate con la loro conspaevolezza oltre la pronuncia corretta di “vaffanculo”.
    Su ciò che ne penso della proposta (perchè a me questo interessava, la manifestazione a Bologna per me poteva anche non esistere, e Grillo è un gabibbo in mano ad uno staff di poveracci) ti rimando a questo mio post critico e dettagliato:

    http://anggeldust.blogspot.com/2007/08/commento-critico-alla-proposta-di-legge.html

    Qui faccio solo due considerazioni: la prima riguarda il tuo discorso sul “diritto di Grillo” di impedire con legge che qualcuno vada in Parlamento, a tuo avviso consistenti un vaffanculo a Montesquieu. Io penso che questo argomento non sia del tutto valido e corretto, perchè da sempre il tipo di pena per ogni illecito è decisa dalla legge: lo stesso Montesquieu ci insegna che il giudice è “bouche de lois”, è in Costituzione c’è espressa la sua soggezione “solo alla legge”. Nulla vieta dunque (nemmeno la Cost.) di prevedere che per CERTI reati (quelli contro la P.A., la fede pubblica, l’economia, il patrimonio) l’interdizione sia pena non accessoria. Non solo: l’art. 54 cost. afferma che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”: quindi c’è anche la copertura costituzionale. La stronzata madornale di Grillo (oltre a quello che tu dici sulla ratio della pena, che sicuramente non farà passare la proposta per incostituzionalità) è quella di voler imporre l’interdizione per TUTTI I REATI, ANCHE COLPOSI (bada bene: REATI, non DELITTI.)Comunque per questo ti rimando al mio post.
    Inoltre è chiaro che questa legge, se mai dovesse approdare in Parlamento, verrebbe emendata, sforbiciata, legittimamente corretta nelle sue esagerazioni: questo per esempio potrebbe sostituire (ammesso ache lo vogliano) il “due legislature” con un qualcosa di più complesso, tipo :”due legislature, o comunque non oltre 10 anni, salva la conclusione dell’eventuale legislatura in corso”.
    E qui arriviamo all’ultima considerazione: ha ragione Bersani, Grillo è il termometro, non la febbre. Io ho votato per questo, alla fine: volevo essere parte del termometro. Quel che lui sbraita con antipatia è quello con cui prima o poi i politici devono fare i conti: è inutile che Russo Spena faccia la smorfia e dica “qualunquismo, populismo”. Il filo della democrazia rappresentativa si sta sfilacciando ogni legislatura di più, e questo è colpa loro, non è Grillo che fa qualunquismo. Questa politica è ferma, corrotta, ambigua e autoreferenziale. E questi sono i pregi.
    Il populismo di Grillo è voler fare per autorità una cosa che LA POLITICA DOVREBBE FARE DA SOLA, anche proprio A SUO MEDESIMO VANTAGGIO. Se la gente vede che non ha interesse a farlo, ecco il primo Grillo che spunta. E credo che non basti l’azione interiore che tu ti auspichi: qui si parla di soldi pubblici buttati, inciuci bipartisan, conservatorismo di comodo. E’ vero, il futuro siamo noi, ma per ora ci governano loro.
    Comunque, ti rimando al mio post, scusa la lunghezza. 😀

    p.s. grazie del link all’altro blog! se ti piace puoi anche solo divenire “amico” .. 😉 ndividimu

  2. chimeraweb said

    Avevo letto il tuo post in merito alla legge ed è molto bello. E sottolinea che non solo (per me) la legge è incostituzionale, ma è anche scritta male. Per quanto riguarda il dovere di adempiere con disciplina e onore non vedo il problema: se fai una legge del genere e la motivi con l’art.54 della costituzione, stabilisci che una persona che ha subito una condanna definitiva (pur scontata) non ha più disciplina e onore, quindi non gli possono essere affidate funzioni pubbliche. Che come concetto è fortemente, credo, anticostituzionale.
    Se qualcuno negli anni ’70 si è preso una condanna (esempio) per banda armata, sconta la sua pena e nel 2000 fa il politico, e io mi sento rappresentato da quel politico, vorrei avere la possibilità di votarlo. Per alcuni reati è il giudice stesso che infligge l’interdizione (vedi previti), piuttosto bisognerebbe migliorare la “burocrazia” per rendere esecutiva all’istante una sentenza del giudice.
    E davvero, non capisco il limite degli anni che uno può fare politica. Perchè? Perchè adesso i politici fanno tutti schifo e quindi dobbiamo trovare un modo rapido per mandarli a casa? E poi? Se ci sono politici capaci si fa un’altra legge di iniziativa popolare? E davvero qeusto l’unico sistema?

    La politica (buona parte, la parte che conta) è corrotta, ambigua e autoreferenziale, giusto. E rispecchia buona parte della borghesia italiana. Io non credo che Grillo o Travaglio o Massimo Fini siano termometri, almeno, non sono i termometri a cui affido il compito di misurare la febbre al paese. (e ti rimando a un editoriale di carta del 7 settemebre http://www.carta.org/editoriali/index.htm)

    ps..appena posso mi prendo un momento per leggere con attenzione il manifesto ed eventualmente aderisco o amicismo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: