Daniele Luttazzi

novembre 28, 2007

Emilio Fede ha perso sua madre.
A poker.

La scomparsa dei fatti

novembre 25, 2007

Marco Travaglio sull’Espresso scrive che i Comunisti Italiani si scissero da Rifondazione nel 1995, per non far cadere il governo Dini.

Hanno zero

novembre 24, 2007

Ottima l’inchiesta sul nuovo Popolo della Libertà e sui circoli Berlusconi-Brambilla condotta nell’ultima puntata di AnnoZero. Il noto fenomeno di interesse giudiziario o, al più, criminologico Marcello Dell’Utri, viene intervistato come esperto conoscitore nell’ambiente “Circoli della Libertà, Michela Brambilla e simila”. Il pluricondannato appariva seccato. Pare che aderenti ai Circoli della Libertà (Brambilla) telefonino a quelli dei Circoli del Buon Governo (Dell’Utri) e gli dicano di cambiare tessera. Dell’Utri, visibilmente preoccupato (“cose indecenti“) per questo fenomeno, denunciava il tutto ad un non meno costernato Alberto Nerazzini.

Formigoni si è comportato benissimo, nonostante si fosse svegliato 5 minuti prima dell’inizio della trasmissione. Occhiaie, barba incolta, mi pare avesse addirittura le ciabatte.

Travaglio tagliato da Santoro ogni volta che provava a proferir parola. Però scambiava confidenze col sempre allegro (per motivi di paresi) Belpietro.

Tina Montinaro, moglie di Antonio, uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone uccisi a Capaci si lamenta giustamente perchè non viene pagata come la moglie di una vittima del terrorismo. Ma anche perchè nel film su Falcone “io non ho figli, anzi sto in cura con un dottore, speriamo bene”.

Sonia Alfano, famosa per motivi di rappresentanza, è stata ribattezzata Sonia vasa-vasa dopo le effusioni con Totò Cuffaro (sic).

Migliore in campo Beatrice Borromeo. E questa è la critica più feroce mai fatta alla trasmissione di Santoro.

Il tutto per la modica cifra di 220 mila euro. E 10.500 a Sant’Oro.

ps. Ad ogni modo Tina Montinaro è una grande.

Apprendo dal sito di radio radicale che giovedì 8 novembre, durante la seduta della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Pier Luigi Malesani, (direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali RAI) ha reso noto il contratto di Michele Santoro. Se avete un pò di tempo ascoltate l’intera audizione  anche perchè particolarmente divertente.
Antonio Satta (Pop-Udeur) appare deciso: vuole sapere quanti soldi guadagna Santoro, e siccome l’epurato d’oro, durante la sua audizione disse che è cattiva educazione chiedere direttamente a lui, Satta esige che in commissione si sappia, perche “nel contratto di servizio è previsto che il parlamento debba essere messo in consizione di conoscere tutto della Rai”.
Il dottor Malesani risponde.
Michele Santoro ha un contratto con la Rai da direttore giornalistico (stipulato nel settembre 1999). Alla sua retribuzione annua lorda “in linea con quella prevista dal mercato”, si aggiunge “un compenso legato al raggiungimento di specifici obiettivi”, i cosidetti MBO (Management by objectives, che generalmente rispondono in termini di share), in più, una certa cifra per ogni puntata della sua trasmissione. Quindi: retribuzione annua lorda, “premi partita”, e retribuzione per puntata.
Malesani ci da i numeri, facciamo i conti: alla prima voce segnamo 266.000 Euro. I premi partita invece ammontano a 103.000 Euro. Per ogni puntata, in onda in prima serata, Santoro si aggiudica 10.500 Euro. (In seconda serata 2600). La scorsa stagione (2006-2007) sono andate in onda, in prima serata, 23 puntate di Annozero (23*10.500=241.500). Totale: 266.000+103.000+241.000= 610.500. Niente male.

Per questa stagione sono previste 33 puntate di AnnoZero. Santoro, se tutto va bene, si cattura 715500 Euro. Salvo ulteriori entrate di Siae che la commissione non ha appurato.
Qualche altro numero significativo: ogni puntata di AnnoZero costa 220.000 Euro, quindi 7260000 Euro per le 33 puntate. Si stima che le entrate per la pubblicità saranno di circa 9.200.000 Euro, cioè 1940000 Euro di utile per la Rai. Meno di 60000 euro di utile a puntata.

Una puntata di Ballarò, costa meno della metà di una puntata di AnnoZero (52000 euro all’ora, dice Malesani. Quindi Circa 100000 Euro a puntata). Non osiamo chiedere quanto prenda Vauro per le vignette, Travaglio per le letterine e la Borromeo per il nulla, temiamo la risposta.

Il Cuffaro in odor di mafia, in una puntata di AnnoZero nella quale si parlava anche degli stipendi vergognosamente stratosferici di dirigenti e manager siciliani, aveva detto a Santoro che lui prendeva più o meno come loro: “800.000 euro”, disse Cuffaro. Santoro minacciò querela e Marco Travaglio sull’Unità (Uliwood Party “Porco è bello” 18 novembre 2006) scrisse che Cuffaro ” (…)S’inventa uno stipendio di Michele Santoro da 800 mila euro (che è la somma delle sue ultime tre dichiarazioni dei redditi)“. Dispiace, ma il politico in odor di mafia ci è andato più vicino del giornalista antimafia.

ps. Una cosa interessante emersa in commissione è che nel cosidetto “piano editoriale” della Rai “sussistono 43000 contratti di collaborazione e di consulenza”. I dipendenti sono 13000, ma poi, piccolissimo, c’è questo dettaglio dei 43000 contratti di collaborazione e consulenza. No dico, 43 mila.

Oggi il gentil sesso italico, gravido di lividi, scende in piazza. Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Nel 2006, 1 milione e 150 mila hanno subìto violenze. Il 22% il più del 2005.
Indulto? Immigrati? Finanziaria? No. Il 70% delle violenze avviene all’interno delle mura domestiche. Ma allora come mai quando leggo sui giornali di stupri o violenze , è sempre il nome di un immigrato a saltare fuori? Perchè i media prendono quel caso su mille? Questo modo di fare informazione porta a risultati tragicomici come le dichiarazioni di questa simpatica sostenitrice della Brambilla, o a fenomeni di razzismo, nei casi gravi, patologici, si rischia l’adesione (con tanto di tessera) alla Lega.

I numeri comunque sono da record: un ottimo risultato per la cosiddetta civiltà occidentale. Quella notoriamente rispettosa dei diritti delle donne. Ora speriamo che nel “pacchetto sicurezza” ci mettano un paragrafo sui mariti violenti. Un kit di autodifesa per le mogli pagato dal Ministero dell’Interno sarebbe una buona idea.

“Mr. Ghandi, cosa ne pensa della civiltà occidentale?”
“Credo che sarebbe un’ottima idea”

Lost in translation

novembre 24, 2007

Ora ditemi la differenza tra Berlusconi che parla in inglese leggendo le parole già pronunciate in lingua, e Beppe Grillo che legge in Giapponese allo stesso modo e a intervalli di 30 secondi si ferma e riprende fiato, guardandosi intorno come a dire “andava bene?”.

Ah: è più ridicolo Grillo! Meno male.
“..prima di dormire leggo sempre un Manga..” Ma va a cagare, va a cagare.

ps. Non ho il coraggio di leggere “Toghe Rotte”, ma ogni tanto mio fratello, che l’ha letto, me ne riporta qualche stralcio e lo commentiamo insieme. La mia impressione è che tante persone geneticamente predisposte a fare i secondini hanno incidentalmente sbagliato mensiere. Provate a prendere quel libro in mano e a scuoterlo: non sentite rumore di manette? Oh..indovinate di chi è la prefazione. Di Travaglio!

Manco quello…

novembre 21, 2007

Ma l’avete visto che simbolo di merda il PD?

Marco Travaglio sulla sua rubrica Carta Canta [il delitto Biagi 1/2] riporta dichiarazioni di politici e giornalisti che hanno bastonato Biagi in vita. La lista è lunga: Landolfi, Ferrara, Gasparri, Berlusconi, Calderoli.

Travaglio, certamente in buona fede, si dimentica di citare Michele Santoro, che nel 1996 sul suo “Michele chi?” così si pronunciava nei confronti di Biagi: “gratta gratta i suoi editoriali e troverai un democristiano. I suoi scatti d’indignazione sono coerenti con la linea editoriale dei suoi contratti“.

Di questi tempi….

novembre 11, 2007

Domani è in programma una tranquilla passeggiata. Oh..dove ho messo il mio giubbotto antiproiettili?

Ps. Ho letto su www.ultrasmad.com una scritta inquietante. “Guardie assassine. 10 100 1000 Raciti”. Adesso la scritta è stata rimossa. Ragazzi, non diciamo cazzate.

Considerazioni sulla lettera di Marco Travaglio ad Antonio Di Pietro. Per Giornalettismo.