“Questo qua ha fatto il terrorista”

dicembre 14, 2007

Oliviero Toscani e Daniele Luttazzi intervistati da RadioRadicale.

Ora..io mi sono schierato con Daniele in questa storia, con qualche obiezione di metodo e di principio, ma con Daniele. Oliviero Toscani criticando gli articoli di Sofri e Serra, dice:  “Questo qua (Sofri, NdR) ha fatto il terrorista. Era buon gusto quello?”.

Daniele non ha commentato questa cazzata. E mi dispiace.
Si poteva benissimo esssere d’accordo con questa storia della censura, ma dire “parliamo di satira e non diciamo cazzate”. Perchè con il silenzio dai l’assenso, e le persone che ascoltano e non sanno, tendono a crederci, visto che Luttazzi lascia impunita questa affermazione.

Parentesi: Luttazzi continua a ripetere che la merda è la tecnica della satira. Però non è vero: così sembra che chi  non usa la merda come tecnica non fa satira. Swift non usa la merda, e nemmeno Aristofane (o Corrado Guzzanti). Diciamo meglio: la merda può essere una tecnica per la satira, non lo è per regola!

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4 Risposte to ““Questo qua ha fatto il terrorista””

  1. GG said

    Ho sentito l’intervista, ma devo dire che ho apprezzato il silenzio di Luttazzi sul commento a Sofri: secondo me è stato molto eloquente (ovviamente in senso critico verso Toscani). Almeno, a me ha dato questa impressione.

    Quanto alla merda, credo che Luttazzi lo sappia benissimo che non è necessaria, ma perlomeno SINTOMATICA. Del resto, neanche Letterman usa la merda ma Luttazzi lo prende come grande esempio di satira. Guzzanti non la usa perchè fa solo satira politica imitativa (Luttazzi usa la merda anche per il grottesco politico e non, per la satira di religione, per il sesso etc.). Ribadire che la merda è satira è chiaramente un’affermazione assolutistica, ma serve come servono le affermazioni del genere nei momenti di crisi democratica e culturale (es. dire che sotto Berlusconi si era in un regime è oggettivamente falso, ma aveva senso dirlo; organizzare i GayPride con buona parte dei manifestanti travestiti e seminudi è una provocazione esagerata, ma serve per ribadire verità molto più semplici).

    Quanto ad Aristofane, la merda la usa! 😀 (io ricordo che negli spettacoli che ho visto rappresentare c’eranop perlomeno tante scoregge, cacate raccontate e scopate).

    Comunque, nell’intervista Luttazzi dice una grande verità: il pubblico italiano non è abituato alla satira. Con questo non vuole dire che il pubblico italiano non lo capisce: vuole dire che gli italiani (non per colpa loro) non sanno che la satira è effettivamente un genere DRAMMATICO (è una sacrosanta verità) e quindi non è “la risata alla facce ride’” di Crozza. Un genere che tocca l’intimo delle persone e il loro rimosso; dunque la satira – soprattutto quella religiosa, di sesso e grottesca – può COLPIRE o MENO (a seconda del grado di repressione fisiologica della persona), ma non puoi metterle limiti. I limiti sono già nel codice penale.

    p.s. ti ricordi il magnifico pezzo grottesco di Luttazzi su Andreotti che scopa il cadavere di Moro dai buchi dei proiettili? Ecco, quella è la satira che il pubblico italiano non conosce. Ma, piaccia o no, è un deficit culturale: per secoli, nel resto del mondo, la satira è stata la voce dell’indicibile, e quindi anche dell’intestino.

  2. chimeraweb said

    Non so se sia stato eloquente anche perchè per tutta l’intervista non faceva che ripetere “bravo oliviero, grande oliviero, esatto oliviero”. Quindi in quel contesto lì il silenzio io lo leggo come assenso.

    Sì perfetto, può essere strumento di satira, ma non è una conditio sine qua non. Luttazzi lo saprà, però lo deve dire. Sennò dice: chi non parla di merda non fa satira. Capisco che in questo momento qui faccia più presa dire così, però non è mica giusto.

    E assolutamente vero invece, e sono d’accordo, che la satira è un genere drammatico e violento. Che non è la risata di Crozza, o di Sabina Guzzanti, o di Cornacchione. Sui limiti la storia è più complicata, e scriverò un post a parte.

    Sul quel pezzo dei dialoghi platonici, è stato un esempio di mala informazione, che Luttazzi racconta così:
    E che cosa dice?
    «Racconto il grande inganno dell’informazione, come l’ho vissuto io qualche giorno fa a Genova, in occasione della messinscena dei miei ”Dialoghi platonici”».

    L’hanno accusata di aver rappresentato Andreotti che sodomizza il cadavere di Moro.
    «Niente di più falso. C’è un attore che, seduto, in un’atmosfera onirica, legge un mio racconto relativo a un incubo di Andreotti sul caso Moro. Quindi, innanzitutto, non c’è azione scenica di sodomia o altre nefandezze, che non potrei immaginare, a maggior ragione a proposito di Moro».

    Continui.
    «Nel racconto s’immagina che Andreotti penetri i fori di proiettile che uccisero Moro. È una fantasia grottesca, scritta per giunta con lo stile dei romanzi rosa. Il genere grottesco, secondo me, è l’unica forma artistica che si può usare per affrontare l’orrore di quel delitto. È un genere che confonde consapevolmente il bello e il turpe; lo shock coinvolge il pubblico che reagisce bene, cioè capisce, e applaude».

    La vedova Moro, però, l’ha querelata.
    «La capisco, ma quei fatti apparsi sui giornali non sono veri. La mia replica, però, è stata pubblicata da un solo quotidiano nazionale. C’è malafede, c’è strumentalizzazione. Chi ha scritto per primo la notizia d’agenzia, raccontando il falso, ha confessato il giorno dopo in tv di non aver visto lo spettacolo. Ora la magistratura ha sequestrato la videocassetta dello show. Bene, così si ristabilirà la verità».

    ps..io di aristofane conosco due commedie, la pace e i babilonesi( la sua seconda commendia per il quale è stato pure processato)..e non ricordo merda. Ma voglio dire, non sto dicendo che fare satira con la merda sminuisce la satira, solo che non è l’unico modo, il linguaggio “volgare” e “violento”.

  3. GG said

    sì ma a parte la disinformazione, il monologo su Andreotti non sarebbe stato digerito ugualmente….

  4. Alessandro said

    magari guardare per intero gli spettacoli di luttazzi potrebbe essere illuminante circa il tipo (i tipi) di comicità e di satira da lui proposti.

    giusto per avere qualcosa di intelligente da scrivere nei blog

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