Una cosa impopolare

dicembre 21, 2007

La telefonata Saccà-Berlusconi che sta facendo il giro del mondo è stata pubblicata illegalmente e rappresenta una violazione evidente della privacy, che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito.
Chi dalle procure ha diffuso questi nastri ha commesso il reato di violazione del segreto d’ufficio (art. 326 c.p.). Chi ha pubblicato commette i reati di concorso in violazione del segreto d’ufficio e pubblicazione illegittima.
Con una sentenza del 2004 la Corte di Cassazione (Sent. 35647/2004) ha stabilito che solo l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) scioglie il segreto d’ufficio, e gli atti coperti da riserbo non possono essere divulgati finchè l’indagato non ne viene a conoscenza.
Non solo: l’art. 114 c.p.p. chiarisce in maniera inequivocabile cheE’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.” e aggiunge “E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare“.
Norme a tutela sia alla privacy dei cittadini che delle indagini.

Qui il diritto all’informazione non c’entra niente: ci sono dei tempi da rispettare. Per legge. E stupisce che chi si riempie la bocca di legalità senza se e senza ma, chi farfuglia di “parlamenti puliti” e “non ci sono reati minori”, sia in prima fila quando ci sono episodi del genere.

Ora: a parte il problema “legale” che mi pare ampiamente chiarito, c’è anche un problema più generale. Una telefonata, vivisezionata e analizzata isolatamente, da necessariamente una visione distorta della realtà dei fatti: la migliora o la peggiora. Questi episodi (che interessano in questo momento soltanto la magistratura) devono essere valutati in contesti più ampi, per avere un quadro reale della situazione.

Io non conosco il contenuto di questa telefonata, e al momento non m’interessa. Ho letto qualcosa sui giornali di oggi, ma non ho intenzione di ascoltare una telefonata di due privati cittadini. Telefonata che al momento rappresenta solo materiale d’indagine, coperta da segreto. Pare che anche AnnoZero abbia mandato la telefonata (col benestare di Cordero, che era in studio).

Invece io sono d’accordo con Bruno Vespa!

Ieri su Condor Pisapia ha spiegato tutto questo. Quindi grazie a Condor per il servizio.
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7 Risposte to “Una cosa impopolare”

  1. Paolo said

    Mi spiace per il sig. Pisapia ma la telefonata non è tra due comuni cittadini.
    E’ tra persone le quali hanno un’importanza, per ruolo, rilevantissima per il paese in cui anche il sig. Pisapia gode di determinati diritti.
    E il primo di questi non è la libertà, in tutti i suoi aspetti, ma il diritto alla giustizia.
    Un comunista questo concetto dovrebbe averlo marchiato a fuoco nel cervello.
    Quindi, concludendo, forse sarebbe meglio lasciare il comunismo e la sua storia dove ora riposano, cioè nella tomba.

  2. chimeraweb said

    non ho mica capito

  3. Paolo said

    In sostanza, la telefonata tra Berlusconi e Saccà andrebbe trasmessa tutte le sere alle 20.30 (dopo BLOB) e a reti unificate, per i prossimi sei mesi.

  4. chimeraweb said

    in sostanza la tua è istigazione a delinquere

  5. Paolo said

    Sì, e di stampo mafioso.

  6. stefano said

    bellissimo ed ipocrita appigliarsi ai vari segreti e NON voler vedere o far vedere lo schifo di un funzionario rai che SI INGINOCCHIA di fronte alla concorrenza, ed la suo capo.
    Berlusconi fa un uso criminoso della rai e ovviamente noi non dobbiamo saperlo per certi soloni psudosinistri o sedicenti democratici.

    Bellissimo passo verso il totalitarismo.

  7. chimeraweb said

    Mah..bellissimo ed ipocrita il codice penale e il codice di procedura penale?
    Il diritto alla privacy è costituzionalmente garantito, e in una democrazia questo è normale. Nei sistemi totalitari no.

    Se Berlusconi ha fatto un uso criminoso della rai (cosa probabile, conoscendolo) verrà condannato per questo, da chi di competenza. Se ci sono delle leggi che vietano fino alla fine dell’udienza preliminare di pubblicare certi atti bisogna rispettaer queste leggi, che hanno una loro ratio, anche a tutela dell’indagine. E’ solo una questione di metodo, e alcuni giornalisti hanno un metodo contra lex.
    Le cose rilevanti per noi tutti verranno fuori “tutte” dopo il dibattimento, com’è giusto che sia, cioè dopo aver filtrato le cose che non hanno niente a che vedere col penale e dopo che l’interessato ha ricevuto il suo avviso.

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