Favoreggiamenti

gennaio 18, 2008

Cuffaro si è visto appioppare 5 anni di galera e interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza di primo grado dice più o meno così. Non riconosciuta l’aggravante di favoreggiamento a Cosa Nostra. Bizzarro, visto che il favoreggiato (reato appurato dal giudice) è Giuseppe Guttadauro. Già condannato definitivamente per mafia. Aspettiamo le motivazioni naturalmente, ma così, a pelle, sembra una gran stronzata.

Casini dichiara: «Abbiamo sempre saputo che Cuffaro con la mafia non ha nulla a che fare, sono certo che in appello cadranno anche queste altre accuse che in primo grado si sono manifestate». Dimostrando ancora una volta grande rispetto per una sentenza. Si attendono dichiarazioni di Tabacci.

Cuffaro intanto, che prima della sentenza aveva esordito con un «Sono rispettoso delle istituzioni» gioisce e annuncia che da domani continuerà il suo lavoro. Rispettoso anche dell’interdizione perpetua immaginiamo.

Toghe Rosse comunque scatenate: in pochi giorni questo KGB ha arrestato lo stato maggiore dell’Udeur in campania, chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi e Saccà e infilzato questa nuova condanna a Cuffaro. E’ proprio vero, aria di golpe.

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Una cosa impopolare

dicembre 21, 2007

La telefonata Saccà-Berlusconi che sta facendo il giro del mondo è stata pubblicata illegalmente e rappresenta una violazione evidente della privacy, che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito.
Chi dalle procure ha diffuso questi nastri ha commesso il reato di violazione del segreto d’ufficio (art. 326 c.p.). Chi ha pubblicato commette i reati di concorso in violazione del segreto d’ufficio e pubblicazione illegittima.
Con una sentenza del 2004 la Corte di Cassazione (Sent. 35647/2004) ha stabilito che solo l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) scioglie il segreto d’ufficio, e gli atti coperti da riserbo non possono essere divulgati finchè l’indagato non ne viene a conoscenza.
Non solo: l’art. 114 c.p.p. chiarisce in maniera inequivocabile cheE’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.” e aggiunge “E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare“.
Norme a tutela sia alla privacy dei cittadini che delle indagini.

Qui il diritto all’informazione non c’entra niente: ci sono dei tempi da rispettare. Per legge. E stupisce che chi si riempie la bocca di legalità senza se e senza ma, chi farfuglia di “parlamenti puliti” e “non ci sono reati minori”, sia in prima fila quando ci sono episodi del genere.

Ora: a parte il problema “legale” che mi pare ampiamente chiarito, c’è anche un problema più generale. Una telefonata, vivisezionata e analizzata isolatamente, da necessariamente una visione distorta della realtà dei fatti: la migliora o la peggiora. Questi episodi (che interessano in questo momento soltanto la magistratura) devono essere valutati in contesti più ampi, per avere un quadro reale della situazione.

Io non conosco il contenuto di questa telefonata, e al momento non m’interessa. Ho letto qualcosa sui giornali di oggi, ma non ho intenzione di ascoltare una telefonata di due privati cittadini. Telefonata che al momento rappresenta solo materiale d’indagine, coperta da segreto. Pare che anche AnnoZero abbia mandato la telefonata (col benestare di Cordero, che era in studio).

Invece io sono d’accordo con Bruno Vespa!

Ieri su Condor Pisapia ha spiegato tutto questo. Quindi grazie a Condor per il servizio.