Genio

settembre 23, 2007

Johann Cruiff: “Pirlo è un genio, col pallone tra i piedi fa ciò che vuole”

Perchè Andrea Pirlo non dovrebbe vincere il premio come miglior giocatore d’Europa? (…) Pirlo recupera palloni da mediano, poi li serve come un numero 10 o li mette in rete da attaccante. (…) Riguardatevi la bellezza di quel calcio. Pirlo non carica neppure la gamba. E’ sempre così coordinato e colpisce la palla nel punto ideale, che gli basta toccarla per farla volare lontano. Tutto leggero, semplice. L’arte è sempre una sensazione di naturalezza, assenza d’artificio.
Kakà, se sta bene, può vincere la partita da solo. Pirlo, anche se non sta bene, fa giocare meglio gli altri 9 compagni di movimento. Ma se le cose stanno così, perchè la candidatura di kakà è un tuono, e quella di pirlo un sussurro, come quando parla ai microfoni. FOrse, proprio perchè Andrea fa le interviste a quel modo e non ha i tatuaggi di Beckham, nè veline al seguito. Nell’era di Paris Hilton, che non fa nulla ma è dappertutto, non essere personaggio costa caro.
Il pallone d’oro è anche la scelta di un simbolo. Il massimo sono i dentoni di ronaldinho, il calcio del sorriso, ma andrà benissimo anche Kakà, ragazzo di buona famiglia, colto, pio, arrivato vergine al matrimonio, vestito Armani. Nel mezzo ci può stare la simpatia di Cannavaro abbinata al fascino della Bellucci. A Parigi forse hanno il terrore di dover intervistare Pirlo con le palpebre a mezz’asta e la voce flebile. Un avvertimento ai votanti del Pallone d’Oro: occhio, Andrea vi sta fregando tutti. Andrea non è un timidone. Quando parla in spogliatoio, gli altri ascoltano, come ascoltavano Baresi, anche se bisbigliava. Se Oddo non fa circolare la palla come deve o Gattuso sbaglia un appoggio, Andrea urla e loro abbassano gli occhi.
Brescia è famosa per i Tondini e non per il carnevale , ma Gilardino giura che Pirlo ha sempre la battuta pronta e a stargli vicino è uno spasso. Se all’esterno arriva un’altra immagine è perchè Pirlo sa proteggersi come protegge il pallone quando ondeggia in dribbling. Si mette la mschera da mummia, così tutti vanno a inervistare Rino che dice sempre cose divertenti, da titolo, e le telecamere braccano Ronaldo. Mentre lui si gode Deborah, Nicolò e Angela: la sua famiglia. E’ una della sue finte migliori. Ma gli indecisi sappiano che un voto a Pirlo non premierebbe solo due piedi magici, anche un leader, un uomo-squadra, un trascinatore. Lo sanno bene Ancelotti, Lippi e il Real Madrid che era pronto a conegnargli le chaivi del Bernabeu, due estati fa. (…) Con lui arriverebbe un Pallone D’oro diverso, più pieno, che ci manca dal trionfo di Gianni Rivera.

Luigi Garlando, Gazzetta dello Sport