Il Partito Democratico ha stabilito definitivamente la sua strategia per le elezioni di aprile. Si va da soli. Anzi, si va con chi condivide pienamente il programma del PD.
Dall’altra parte Silvio ha sfornato quello che era già in fase embrionale parecchio tempo fa, cioè il Popolo delle Libertà. Già dentro An, Lega (Federata), Rotondi, Dini, Mastella ci sta pensando, e prossimamente l’UDC di Casini. Che il suo padrone l’ha scelto, ed è Berlusconi, come ha più volte ribadito ultimamente in tv. Poco comprensibile sarebbe altrimenti la scelta di Baccini e Tabacci di uscire e creare la Rosa Bianca, nata perchè Casini ha messo definitivamente da parte l’idea di un grande centro senza Berlusconi.
Nel partito democratico, da cui mi divide politicamente tutto, ci sono persone oneste e stimabili. Ci sono anche persone oneste che non stimo, e ci sono anche disonesti. Insomma, è un partito. Chi vuole semplificare dice che Veltroni è il braccio armato di Chiesa e Confindustria. Questa, oltre che una sciocchezza oggettiva è soprattutto un modo di porre la questione in maniera sempliciotta. Nel Pd, come in ogni partito, ci sono diverse anime, da quelle più progressiste a quelle più conservatrici. D’altra parte è un partito che racchiude post comunisti e post democristiani. E’ un partito complesso, che mira ad un rinnovamento. Ed è tutto quello che non voglio per l’Italia. Detto questo, sono assolutamente certo che nell’attuale sistema di democrazia rappresentativa, e nell’attuale sistema elettorale, le alleanze vadano fatte (come dice giustamente Silvana Pisa nel suo ultimo intervento al Senato), alleanze e mediazioni, e non “pur di governare” ma per governare meglio e rappresentare di più.
Ora, siccome io tra la lotta armata e dare il Paese a Berlusconi preferisco la terza via, che consiste nell’accettare compromessi e mediazioni con gente presentabile, ritengo che sia un suicidio la scelta solitaria del PD. E ve lo dimostro.

Di seguito lo schema con i risultati elettorali di poco meno di due anni fa.

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Prendiamo per buone queste votazioni, dopotutto è passato poco tempo. Solo per farci un’idea. Non consideriamo la sfiducia di una parte consistente dell’elettorato che ha votato l’Unione e oggi si ritrova ancora le leggi vergogna, il conflitto degli interessi, la subalternità alla politica esterna statunitense ecc.
Il PD, da solo, alla camera, prenderebbe circa 12 milioni di voti. Non contandoo nemmeno quella minoranza che non voterà più i “Ds” perchè emigrati a sinistra con la scissione di Mussi. 12 milioni se va alla grande.
Dall’altra parte, compatti anche se divisi, prenderanno quantomeno i voti dell’anno scorso, poi s’imbarcheranno Mastella, e tutti gli indecisi scontenti del governo delle tasse. Non meno di 20 milioni di voti. Contro i 12 del Pd e i 5 della Cosa Rossa. Con l’attuale legge elettorale la camera sarà occupata dal partito di Berlusconi e Fini, da Casini e dalla Lega. Suicidio.

Al Senato la Casa delle Libertà prese 428.179 voti in più, ma perse per il sistema elettorale. Oggi, col Pd da solo, la situazione sarebbe disastrosa. Il PD a 10 milioni di voti se va bene, (11 se va molto bene, e se entra anche l’IDV, ma così non va a solo). Cosa Rossa a 4 (5 se va bene). Dall’altro lato compatti sulle poltrone occuperanno il Senato con una maggioranza assoluta. Insieme arrivano a 18 milioni bendati.

Dopo aver occupato Camera e Senato con maggioranze schiaccianti, Berlusconi riaprirà il dialogo con Veltroni per le grandi riforme.
Ah no, quest’ultima cosa no.

La camega apgova

gennaio 24, 2008

Ripasso settimanale

gennaio 21, 2008

E’ stata una settimana un pò così, con quella faccia un pò così che abbiano noi, quando ci arrestano la moglie e ce la prendiamo con le procure. Una settimana che non ha segnato disconuità rispetto alle stragi sul lavoro. Ancora morti, venti dall’inizio dell’anno. Settimana calda nei tribunali, dove abbiamo visto in lacrime il presidente Cuffaro, esultare per la sua condanna in primo grado a 5 anni (favoreggiamento e violazione del segreto d’ufficio) più interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Cuffaro avrebbe favorito boss mafiosi, senza però favorire Cosa Nostra (?). E quindi esulta, ed esultano con lui i suoi compagni di partito. Ci vestiamo per una volta da moralisti e lo diciamo col cuore: Casini, Cesa, Buttiglione e compagnia, ma vergognatevi un pò.
Oh, in realtà una spiegazione logica, così senza leggere le motivazioni della sentenza c’è: evidentemente non è stato ritenuto provato il dolo specifico, cioè i giudici hanno ritenuto che Cuffaro non abbia agito consapevolmente e volontariamente avendo come fine del proprio agire quello di aiutare Cosa Nostra in quanto tale. Cosa diversa è il dolo diretto, più facile da provare, ma sarebbe dovuta cambiare l’imputazione (cioè per concorso esterno in associazione mafiosa). Senza entrare nel merito di questa vicenda, si sappia che comunque resta aperta un’altra indagine su Cuffaro proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, affidata ai procuratori aggiunti Giuseppe Pignatone e Alfredo Morvillo. Che dire, speriamo in questa.

Settimana durante la quale Bush, in cerca di consensi in Medio Oriente, ha ricevuto solo dei “no grazie, la guerra all’Iran te la fai da solo”. E la faranno da soli, su questo possiamo stare tranquilli. Settimana di real politic, con Prodi (e buona parte del governo) costretto ad essere solidale “umanamente” con Mastella e costretto a rifiutare le sue dimissioni (buona la seconda, per fortuna). Ciononostante l’Udeur lamenta isolamento (che gran paraculi!) e minaccia il patatrac. Sarebbe ora, così ce li leviamo definitivamente dai coglioni. Vedrete che Prodi nel momento decisivo tirerà fuori unghie e dignità. E’ stata una settimana nella quale si è dato incredibile risalto ad un tema veramente ridicolo, cioè il Papa che si è rifiutato di andare alla Sapienza dopo la protesta di un centinaio di studenti e una lettera di un comitato di professori. Non ho mai visto Bruno Vespa così preso dalla notizia, a momenti menava Odifreddi in studio. E’ stata una settimana nella quale ho continuato a sentir parlare di “magistratura” e di “politica” come di entità univoche, quasi astratte, quasi trascendentali. Sarebbe ora di smetterla di porre le questioni in questo modo no? che è funzionale solo all’appiattimento e alla semplificazione del discorso.

Comunque la si pensi però, settimana da ricordare: non capita tutti i giorni che le dimissioni di un Ministro della Giustizia vengano accolte con un applauso quasi trasversale. Io ho una mia teoria: l’applauso, non era di solidarietà. Fate finta di stare in senato, sentite Mastella dimettersi, non verrebbe anche a voi di esplodere in un applauso commosso?
Ve lo ricordate Mastella da piccolo, quando era il servetto di De Mita? Sembrava Leporello, il servetto del Don Giovanni, e come Leporello un giorno disse “voglio fare il gentiluomo e non voglio più servir”. E vuolà, 30 anni dopo te lo vedi come Ministro della Giustizia in un governo di centro sinistra. Eh però: “per chi suona la Campania?”. Stavolta è toccato allo stato maggiore dell’Udeur, del quale fanno parte svariati figuri vicino alla famiglia Mastella: una ventina di arresti tra sindaci, assessori, consiglieri regionali, nonchè lei, la mogliera dell’ex ministro. Lo stesso Mastella è stato raggiunto da una informazione di garanzia per un bel pò di reati, tra cui concussione e associazione per delinquere. Non sono mica cose che t’impediscono di metterti una sciarpa rosa shocking e andare ad ascoltare in diretta l’Angelus del Papa, nè di rilasciare interviste insegnandoci che gli studenti i e professori che hanno protestato alla Sapienza sono degli imbecilli. Poi Mastella ha dichiarato (dimostrando di vederci lungo) “mi sento agli arresti”, ma forse si riferiva solo all’ambiente di piazza San Pietro.

Incredibile, siete arrivati fin qui. Vi metirate una pausa.

Le ragioni del nemico*

gennaio 14, 2008

I nipotini di Strauss alla Casa Bianca continuano a battere il ferro, che rimarrà caldo almeno per un altro anno. Da Abu Dhabi, George W. (che di Strauss probabilmente non conosce neppure l’esistenza) ci spiega che il prossimo bersaglio è l’Iran, mossa che non ha sorpreso affatto una ormai nutrita fetta di opinione pubblica che da tempo segue con interesse la politica estera statunitense, largamente anticipata dalle relazioni di William Kristol e i suoi.

Precedenti storici.
Nel Maggio 1953 la CIA (capitanata all’epoca dall’ambiguo Allen Dulles) faceva partire l’operazione Ajax: il primo di una lunga serie di colpi di stato organizzati dalla CIA.
Accadeva che il primo ministro Mossadeq aveva da poco deciso di privatizzzare la società anglo-iraniana Oil company, di fatto, nazionalizzare il petrolio.
Le autorità britanniche decretarono allora l’embargo internazionale contro l’Iran. Per le compagnie petrolifere (Americane e britanniche) però, questo non era sufficiente, e lasciarano l’Iran. Si doveva perciò fare qualcosa per allontanare Mossadeq, e riportare a casa il giovane Scià.
Dietro l’operazione c’era la British Petroleum. Il primo ministro inglese Winston Churchill nonchè il futuro Ministro degli Esteri Harold Macmillan, spinsero affinchè Eisenhower, Allen Dulles e i servizi americani intervenissero. E paradossalmente l’argomento più convincente non fu assicurare i diritti di una parte di petrolio iraniano, quello che convinse definitivamente il presidenete Eisenhower fu l’idea che Mossadeq potesse diventare una pedina dell’Unione Sovietica, cioè l’Iran come la Cina. E Eisenhower non voleva passare alla storia come il presidente che aveva fatto arrivare i russi in Medio-Oriente. Richard Helms (direttore della CIA dal 1969 al 1973) ha recentemente dichiarato che se non si fosse agito in quel modo, “oggi ci saremmo trovati al centro dell’Asia un governo comunista”.
Arrestato il “maxista” Mossadeq, scongiurato il pericolo comunista e chiarito a chi appartenesse il petrolio, lo Scià Mohammad Reza Pahlavi ritorna, sospende le garanzie costituzionali e assume pieni poteri fino alla rivoluzione islamica del 1979. 25 anni di dittatura e torture varie.

Oggi il contesto è chiaramente cambiato, il pericolo comunista è appassito ufficialmente da quasi 20 anni.In una lettera all’ideologo del nazismo Carl Schmitt, Leo Strauss scrive: «Poiché il genere umano è intrisecamente cattivo, deve essere governato. Un simile governo può essere stabilito, tuttavia, solo quando gli uomini sono uniti e possono essere uniti soltanto contro altri uomini». Che tradotto significa, abbiamo sempre bisogno di un nemico. Il nemico è però diventano potenziale, e le guerre, preventive. Con questa logica, supportata da un impianto filosofico imponente, (si va da Strass a Trotzkij) l’America “neocons” ha bisogno di esportare il suo modello ai nemici potenziali, devastando la cultura vigente e imponendo la propria. Saccheggiando quelle terre delle loro risorse e mentendo (“le nobili bugie”, concetto del maestro Strass) al popolo, ma solo per fare del bene all’America.
Il discorso filosofico però, non deve oscurare quello strettamente economico, di interesse. A fianco di Leo Strauss, ci sono multinazionali del petrolio, pezzi di capitalismo che cercano di accapparrarsi gas, e di costruire oleodotti e gasdotti per migliaia di km, devastando case, musei e persone che intralciano la traiettoria. Devastando l’ambiente. Ci sono le industrie di armamenti, che con questa politica della guerra preventiva, della “rivoluzione permanente” (concetto Trotzkijsta) sono in assoluto al primo posto nella classifica del settore commerciale con più introiti. Le armi. Sul PNAC si accontentavano di 90, 95 miliardi di dollari l’anno. Oggi siamo arrivati a 400 miliardi di dollari, contro i 60 della Russia e i 50 della Cina.
Affari d’oro per la Boeing, la Lockheed o la Raytheon, colossi che spesso finanziano trasversalmente la politica.

Senza contare che L’iran è la scorciatoia sulla quale costruire i gasdotti che dal bacino del Mar Caspio vanno fino alle petroliere nell’oceano Indiano. E si parla di combustibile stimato per 60 miliardi di barili.
Le componenti, come al solito, sono tante e complicate. E come al solito non possiamo ridurre o semplificare il discorso. La cosa certa è che per contrastare la politica del nemico, bisogna prima capirla.

*titolo tra l’altro di un libello che sto faticosamente scrivendo

Blair si è convertito

Una cosa impopolare

dicembre 21, 2007

La telefonata Saccà-Berlusconi che sta facendo il giro del mondo è stata pubblicata illegalmente e rappresenta una violazione evidente della privacy, che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito.
Chi dalle procure ha diffuso questi nastri ha commesso il reato di violazione del segreto d’ufficio (art. 326 c.p.). Chi ha pubblicato commette i reati di concorso in violazione del segreto d’ufficio e pubblicazione illegittima.
Con una sentenza del 2004 la Corte di Cassazione (Sent. 35647/2004) ha stabilito che solo l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) scioglie il segreto d’ufficio, e gli atti coperti da riserbo non possono essere divulgati finchè l’indagato non ne viene a conoscenza.
Non solo: l’art. 114 c.p.p. chiarisce in maniera inequivocabile cheE’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.” e aggiunge “E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare“.
Norme a tutela sia alla privacy dei cittadini che delle indagini.

Qui il diritto all’informazione non c’entra niente: ci sono dei tempi da rispettare. Per legge. E stupisce che chi si riempie la bocca di legalità senza se e senza ma, chi farfuglia di “parlamenti puliti” e “non ci sono reati minori”, sia in prima fila quando ci sono episodi del genere.

Ora: a parte il problema “legale” che mi pare ampiamente chiarito, c’è anche un problema più generale. Una telefonata, vivisezionata e analizzata isolatamente, da necessariamente una visione distorta della realtà dei fatti: la migliora o la peggiora. Questi episodi (che interessano in questo momento soltanto la magistratura) devono essere valutati in contesti più ampi, per avere un quadro reale della situazione.

Io non conosco il contenuto di questa telefonata, e al momento non m’interessa. Ho letto qualcosa sui giornali di oggi, ma non ho intenzione di ascoltare una telefonata di due privati cittadini. Telefonata che al momento rappresenta solo materiale d’indagine, coperta da segreto. Pare che anche AnnoZero abbia mandato la telefonata (col benestare di Cordero, che era in studio).

Invece io sono d’accordo con Bruno Vespa!

Ieri su Condor Pisapia ha spiegato tutto questo. Quindi grazie a Condor per il servizio.

Intervista alla senatrice Silvana Pisa, membro della Commissione Difesa. Parliamo delle spese per armamenti previsti nell’ultima finanziaria e il quadro generale che ne viene fuori non è rassicurante. Anche perchè, come ascolterete, c’è un oscuro collegamento tra politici, ex militari e queste grosse industrie di armamenti.

Però fa piacere sapere che in mezzo a interessi, privilegi e incompetenza ci sia gente come la senatrice Pisa. Che è persona competente e onesta.

Imparare Satira

dicembre 13, 2007

Don’t tase me bro

settembre 28, 2007

Balle

settembre 21, 2007

Beppe Grillo ci fa sapere dal suo blog che “non ha nulla a che fare” con la Lista Civica Nazionale.

Poi però vai a leggerti il Manifesto con relativi firmatari e te lo trovi dentro fino al collo.

I firmatari di questo manifesto (singole personalità, associazioni, liste civiche, organizzazioni politiche e indipendenti) promuovono una campagna di informazione e di iniziativa politica su questioni che l’attuale ceto politico ignora (con la complicità dell’informazione televisiva) perché affrontarle significherebbe mettere in discussione se stesso e gli equilibri di potere sui quali ha costruito le sue fortune.
I firmatari si pongono l’obiettivo di restituire dignità alla Politica, intesa come servizio al Paese, di rilanciare democrazia ed economia, dopo anni di decadenza, attraverso la partecipazione dei cittadini, il controllo sul potere politico e l’impegno diretto nella gestione della cosa pubblica.

Mi ricorda qualcuno per la spudoratezza.

Diritto di replica

settembre 21, 2007

Gentile Daniele
lei cita proprio le leggi con cui io non sono d’accordo. A riguardo sto per presentare anche un proposta di legge. Avremo modo di confrontarci nuovamente.
Cordiali saluti

Donatella Poretti

Annamo bene..

Radicali, che ce voi fà

settembre 21, 2007

Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, in merito alla vicenda dei neonazisti di Varese, invita i giudici a punire i reati e non le opinioni. La Poretti, in pieno delirio “più diritti per tutti”, spende la sua retorica in un comunicato, scomodando inutilmente Voltaire: “(….) “Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo”. Questo principio dovrebbe essere alla base delle nostre leggi e della nostra convivenza: una cosa sono le opinioni e altro i reati. Questi ultimi devono essere puniti e sanzionati, ma le idee, anche le piu’ raccappriccianti devono restare libere di circolare.”

Qualcuno dovrebbe spiegare alla Poretti cos’è stato il nazismo, come si traducono in pratica le “opinioni” e le “idee” naziste in merito a xenofobia, antisemitismo, superiorità della razza ariana, violenza. Spiegarle come le idee da sole, scevre da atti pratici, siano esse stesse istigazioni alla violenza. Farle presente che in Italia esiste la Legge 13 ottobre 1975, n. 654 che punisce “(…) Chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale, chi incita in qualsiasi modo alla discriminazione, o incita a commettere o commette reati di violenza o di provocazione alla violenza, nei confronti di persone perchè appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico e razziale”.

E ancora: “E’ vietata ogni organizzazione o associazione avente tra i suoi scopi di incitare all’odio o alla discrimianzione razziale. Chi partecipi ad organizzazione o associazioni di tal genere, o presti assistenza alla loro attività, è punito per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da uno a cinque anni.
Le pene sono aumentate per i capi e i promotori di tali organizzazioni.(…)”

Ricordarle che a Varese l‘ideatore del Movimento nazionalista socialista dei lavoratori, Pierluigi Pagliughi ha dichiarato candidamente di “essere nazista da quando avevo vent’anni“, di “ispirarsi al partito nazional-socialista tedesco” e di ritenere l’ideologia nazista “giusta di fondo, tant’è che furono i lavoratori a votare Hitler“.

Abbiamo saputo da fonte autorevole che i radicali stanno stilando un documento che pretenda di assicurare pieni diritti al “Movimento degli inceneritori di bambini“, al “Partito degli scuoiatori di donne” e all'”Associazione NIGA . Noi impicchiamo gli africani“. Perchè anche le idee più raccapriccianti devono essere libere di circolare.

Mastella prendi esempio

settembre 19, 2007

Il funzionario della Presidenza del Consiglio Riccardo Capecchi si è dimesso dopo la pubblicazione di una sua foto sull’aereo di Stato che riportava Mastella e Rutelli a Roma dopo il gran premio di Monza. Capecchi scrive a Dagospia:
“(…) Ero su quel volo di ritorno da Milano per atto di cortesia del Ministro Rutelli dopo aver partecipato a titolo strettamente privato al Gran Premio e tengo a precisare che ero in possesso di un biglietto regolarmente acquistato per il volo AZ 2119 delle ore 20.00 da Linate a Fiumicino.
Sono certo di non aver commesso alcun illecito o violazione di legge ma consapevole tuttavia di aver compiuto una leggerezza: mi è ben chiaro che non tutti hanno l’opportunità di salire su un volo di Stato in alternativa ad un volo di linea solo per risparmiare alcune ore di attesa. (…) credo anche che nella vita si debba essere conseguenti e che i comportamenti individuali anche del più piccolo collaboratore, quale io sono, non debbano in alcun modo inficiare ruoli ed istituzioni, esse sì importanti e prestigiose. E’ per questo motivo che ho già ritenuto opportuno rimettere in modo irrevocabile il mio incarico presso la Presidenza del Consiglio. (…)”

Riccardo, dopo questa lettera, fosse per me, dimissioni respinte e torni a lavoro. Complimenti.

Oh..e anche Rutelli, che dà passaggi con l’aereo di Stato manco fosse il suo, dica due paroline.

Ps. La petizione Mastella sei incostituzionale continua. Firmate numerosi!

..però ai neonazisti di Lucca e Varese gli darei volentieri un paio di calci in culo.

Beppe Grillo, in maniera ignobile, si serve del dolore e della disperazione di Daniele Pelliciardi, -i cui genitori il 21 agosto scorso furono barbaramente seviziati e assassinati durante una rapina da tre persone- (uno dei quali, l’albanese Arthur Lleshi, condannato a 9 anni tra il 1999 e il 2000, aveva beneficiato , il 14 settembre 2006, dello sconto di pena previsto dall’indulto), per procedere con la sua campagna populista, qualunquista, demagogica di destra.

Oh..per il prossimo V-day già si parla di una proposta di legge di iniziativa popolare per cancellare dal codice penale l’art. 174, voci più sommesse invece parlano di proposte per: sostituire il ministro dell’Interno con un militare, ripristino della pena di morte e applicazione del codice penale militare. Beppe Grillo, in orbace dal balcone di piazza Venezia, fornirà presto i dettagli.

Una cosa lunga e noiosa che ho scritto per Giornalettismo.

Prevedibile e frettoloso. Beppe Grillo concretizza, prova a farsi burattinaio di una serie di liste civiche per le amministrazioni comunali.
Con tanto di “certificazione di trasparenza beppegrillo.it” (c’è scritto così davvero!) nel caso si risponda positivamente ai “requisiti” che Beppe pubblicherà sul blog.
Uno dei requisiti è l’essere incensurati (quindi lui è fuori) e naturalmente non bisogna essere iscritti ad alcun partito (nemmeno l’Italia dei Valori?).
Il blog (Beppe Grillo e il suo Staff) sarà il quartier generale delle liste certificate, con tanto di piattaforma on-line per tenerle in contatto.
Beppe ci tiene a dire che i cittadini sono megafoni di se stessi, però con i suoi requisiti, e sempre sotto supervisione del blog.

In Thailandia un aereo passeggeri si è schiantato al suolo in fase di atterraggio. Al momento sono 66 i morti accertati.

EDIT 23.50 – 88 i membri dell’equipaggio morti

EDIT 17/09: 91 

Sovranità limitata

settembre 15, 2007

90 bombe atomiche statunitensi: 50 nella base militare USA di Aviano (Pordenone) e 40 nella base militare italiana di Ghedi Torre (Brescia). Secondo il rapporto “U.S. Nuclear Weapons in Europe” gli Stati Uniti tengono in caldo 480 bombe atomiche in nove basi aeree distribuite in sei paesi europei della NATO.
Il rapporto, pubblicato nel 2005 dal Natural Resources Defense Council,  parla anche dello “Stone Ax“, un accordo segreto sottoscritto con gli USA tra il 1952 e il 1968 che darebbe agli Stati Uniti la possibilità di schierare armi nucleari sul nostro territorio, stabilendo che una parte di queste armi possa essere usata dalle forze armate italiane una volta che gli USA ne abbiano deciso l’impiego. Uso il condizionale perchè non è mai stato possibile provarlo in modo definitivo, anche se Aldo Giannuli, interpellato, mi ha riferito che sostianzialmente lo ammisero anche i ministri democristiani del tempo.

Attualmente il governo ignora il “Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari“, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975,  il cui articolo 2 stabilisce che: “Ciascuno degli stati militarmente non-nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ne’ il controllo su tali armi e congegni esplosivi, ‘directly or indirectly'”

Inoltre, l’articolo 1 comma 7 della legge 185/90, afferma: “Sono vietate la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione ed il transito di armi biologiche, chimiche e nucleari, nonche’ la ricerca preordinata alla loro produzione o la cessione della relativa tecnologia. Il divieto si applica anche agli strumenti ed alle tecnologie specificamente progettate per la costruzione delle suddette armi nonche’ a quelle idonee alla manipolazione dell’uomo e della biosfera a fini militari“.

Ministro Parisi? A lei.

(…) I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. (Art. 54 Costituzione)

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Clemente Mastella, semmai fosse ancora sul bordo, oggi ha passato il segno.

Non tanto perchè sfrutta aerei presidenziali da 20 mila euro a botta per andare a vedersi il gran premio col figlio. Nè l’aver fatto da testimone di nozze, insieme a Cuffaro, al Campanella amico degli amici, e nemmeno il fatto che stimi all’inverosimile Andreotti. Non è l’aver piazziato moglie e figli in parlamento, o per i suoi ribaltoni, il suo niente da ministro del lavoro nel governo Berlusconi, per carità non vogliamo affrontare la questione del concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli, e nemmeno perchè si circonda di Salini vari..

Il problema è Briatore..puoi essere amico di Briatore? Dai, qui non è una questione di diritto penale, non siamo manettari da queste parti, qui stiamo parlando di Briatore. E poi a parte tutto, Mastella ci stai sui coglioni, diciamocelo.

Quindi io la butto lì, petizione, per far sapere a lor signori quanti elettori del centro sinistra considerano Mastella incompatibile anche col più sofferto compromesso politico. Mettete il bannerino sui vostri blog, fatevene uno vostro, divulgate il verbo, e un giorno anche noi avremo il nostro Day, il Mastella Day.