Intervista alla senatrice Silvana Pisa, membro della Commissione Difesa. Parliamo delle spese per armamenti previsti nell’ultima finanziaria e il quadro generale che ne viene fuori non è rassicurante. Anche perchè, come ascolterete, c’è un oscuro collegamento tra politici, ex militari e queste grosse industrie di armamenti.

Però fa piacere sapere che in mezzo a interessi, privilegi e incompetenza ci sia gente come la senatrice Pisa. Che è persona competente e onesta.

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Sovranità limitata

settembre 15, 2007

90 bombe atomiche statunitensi: 50 nella base militare USA di Aviano (Pordenone) e 40 nella base militare italiana di Ghedi Torre (Brescia). Secondo il rapporto “U.S. Nuclear Weapons in Europe” gli Stati Uniti tengono in caldo 480 bombe atomiche in nove basi aeree distribuite in sei paesi europei della NATO.
Il rapporto, pubblicato nel 2005 dal Natural Resources Defense Council,  parla anche dello “Stone Ax“, un accordo segreto sottoscritto con gli USA tra il 1952 e il 1968 che darebbe agli Stati Uniti la possibilità di schierare armi nucleari sul nostro territorio, stabilendo che una parte di queste armi possa essere usata dalle forze armate italiane una volta che gli USA ne abbiano deciso l’impiego. Uso il condizionale perchè non è mai stato possibile provarlo in modo definitivo, anche se Aldo Giannuli, interpellato, mi ha riferito che sostianzialmente lo ammisero anche i ministri democristiani del tempo.

Attualmente il governo ignora il “Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari“, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975,  il cui articolo 2 stabilisce che: “Ciascuno degli stati militarmente non-nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ne’ il controllo su tali armi e congegni esplosivi, ‘directly or indirectly'”

Inoltre, l’articolo 1 comma 7 della legge 185/90, afferma: “Sono vietate la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione ed il transito di armi biologiche, chimiche e nucleari, nonche’ la ricerca preordinata alla loro produzione o la cessione della relativa tecnologia. Il divieto si applica anche agli strumenti ed alle tecnologie specificamente progettate per la costruzione delle suddette armi nonche’ a quelle idonee alla manipolazione dell’uomo e della biosfera a fini militari“.

Ministro Parisi? A lei.