Tutto intorno a lui

gennaio 22, 2008

Ripasso settimanale

gennaio 21, 2008

E’ stata una settimana un pò così, con quella faccia un pò così che abbiano noi, quando ci arrestano la moglie e ce la prendiamo con le procure. Una settimana che non ha segnato disconuità rispetto alle stragi sul lavoro. Ancora morti, venti dall’inizio dell’anno. Settimana calda nei tribunali, dove abbiamo visto in lacrime il presidente Cuffaro, esultare per la sua condanna in primo grado a 5 anni (favoreggiamento e violazione del segreto d’ufficio) più interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Cuffaro avrebbe favorito boss mafiosi, senza però favorire Cosa Nostra (?). E quindi esulta, ed esultano con lui i suoi compagni di partito. Ci vestiamo per una volta da moralisti e lo diciamo col cuore: Casini, Cesa, Buttiglione e compagnia, ma vergognatevi un pò.
Oh, in realtà una spiegazione logica, così senza leggere le motivazioni della sentenza c’è: evidentemente non è stato ritenuto provato il dolo specifico, cioè i giudici hanno ritenuto che Cuffaro non abbia agito consapevolmente e volontariamente avendo come fine del proprio agire quello di aiutare Cosa Nostra in quanto tale. Cosa diversa è il dolo diretto, più facile da provare, ma sarebbe dovuta cambiare l’imputazione (cioè per concorso esterno in associazione mafiosa). Senza entrare nel merito di questa vicenda, si sappia che comunque resta aperta un’altra indagine su Cuffaro proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, affidata ai procuratori aggiunti Giuseppe Pignatone e Alfredo Morvillo. Che dire, speriamo in questa.

Settimana durante la quale Bush, in cerca di consensi in Medio Oriente, ha ricevuto solo dei “no grazie, la guerra all’Iran te la fai da solo”. E la faranno da soli, su questo possiamo stare tranquilli. Settimana di real politic, con Prodi (e buona parte del governo) costretto ad essere solidale “umanamente” con Mastella e costretto a rifiutare le sue dimissioni (buona la seconda, per fortuna). Ciononostante l’Udeur lamenta isolamento (che gran paraculi!) e minaccia il patatrac. Sarebbe ora, così ce li leviamo definitivamente dai coglioni. Vedrete che Prodi nel momento decisivo tirerà fuori unghie e dignità. E’ stata una settimana nella quale si è dato incredibile risalto ad un tema veramente ridicolo, cioè il Papa che si è rifiutato di andare alla Sapienza dopo la protesta di un centinaio di studenti e una lettera di un comitato di professori. Non ho mai visto Bruno Vespa così preso dalla notizia, a momenti menava Odifreddi in studio. E’ stata una settimana nella quale ho continuato a sentir parlare di “magistratura” e di “politica” come di entità univoche, quasi astratte, quasi trascendentali. Sarebbe ora di smetterla di porre le questioni in questo modo no? che è funzionale solo all’appiattimento e alla semplificazione del discorso.

Comunque la si pensi però, settimana da ricordare: non capita tutti i giorni che le dimissioni di un Ministro della Giustizia vengano accolte con un applauso quasi trasversale. Io ho una mia teoria: l’applauso, non era di solidarietà. Fate finta di stare in senato, sentite Mastella dimettersi, non verrebbe anche a voi di esplodere in un applauso commosso?
Ve lo ricordate Mastella da piccolo, quando era il servetto di De Mita? Sembrava Leporello, il servetto del Don Giovanni, e come Leporello un giorno disse “voglio fare il gentiluomo e non voglio più servir”. E vuolà, 30 anni dopo te lo vedi come Ministro della Giustizia in un governo di centro sinistra. Eh però: “per chi suona la Campania?”. Stavolta è toccato allo stato maggiore dell’Udeur, del quale fanno parte svariati figuri vicino alla famiglia Mastella: una ventina di arresti tra sindaci, assessori, consiglieri regionali, nonchè lei, la mogliera dell’ex ministro. Lo stesso Mastella è stato raggiunto da una informazione di garanzia per un bel pò di reati, tra cui concussione e associazione per delinquere. Non sono mica cose che t’impediscono di metterti una sciarpa rosa shocking e andare ad ascoltare in diretta l’Angelus del Papa, nè di rilasciare interviste insegnandoci che gli studenti i e professori che hanno protestato alla Sapienza sono degli imbecilli. Poi Mastella ha dichiarato (dimostrando di vederci lungo) “mi sento agli arresti”, ma forse si riferiva solo all’ambiente di piazza San Pietro.

Incredibile, siete arrivati fin qui. Vi metirate una pausa.

Una cosa impopolare

dicembre 21, 2007

La telefonata Saccà-Berlusconi che sta facendo il giro del mondo è stata pubblicata illegalmente e rappresenta una violazione evidente della privacy, che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito.
Chi dalle procure ha diffuso questi nastri ha commesso il reato di violazione del segreto d’ufficio (art. 326 c.p.). Chi ha pubblicato commette i reati di concorso in violazione del segreto d’ufficio e pubblicazione illegittima.
Con una sentenza del 2004 la Corte di Cassazione (Sent. 35647/2004) ha stabilito che solo l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) scioglie il segreto d’ufficio, e gli atti coperti da riserbo non possono essere divulgati finchè l’indagato non ne viene a conoscenza.
Non solo: l’art. 114 c.p.p. chiarisce in maniera inequivocabile cheE’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.” e aggiunge “E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare“.
Norme a tutela sia alla privacy dei cittadini che delle indagini.

Qui il diritto all’informazione non c’entra niente: ci sono dei tempi da rispettare. Per legge. E stupisce che chi si riempie la bocca di legalità senza se e senza ma, chi farfuglia di “parlamenti puliti” e “non ci sono reati minori”, sia in prima fila quando ci sono episodi del genere.

Ora: a parte il problema “legale” che mi pare ampiamente chiarito, c’è anche un problema più generale. Una telefonata, vivisezionata e analizzata isolatamente, da necessariamente una visione distorta della realtà dei fatti: la migliora o la peggiora. Questi episodi (che interessano in questo momento soltanto la magistratura) devono essere valutati in contesti più ampi, per avere un quadro reale della situazione.

Io non conosco il contenuto di questa telefonata, e al momento non m’interessa. Ho letto qualcosa sui giornali di oggi, ma non ho intenzione di ascoltare una telefonata di due privati cittadini. Telefonata che al momento rappresenta solo materiale d’indagine, coperta da segreto. Pare che anche AnnoZero abbia mandato la telefonata (col benestare di Cordero, che era in studio).

Invece io sono d’accordo con Bruno Vespa!

Ieri su Condor Pisapia ha spiegato tutto questo. Quindi grazie a Condor per il servizio.