Il Partito Democratico ha stabilito definitivamente la sua strategia per le elezioni di aprile. Si va da soli. Anzi, si va con chi condivide pienamente il programma del PD.
Dall’altra parte Silvio ha sfornato quello che era già in fase embrionale parecchio tempo fa, cioè il Popolo delle Libertà. Già dentro An, Lega (Federata), Rotondi, Dini, Mastella ci sta pensando, e prossimamente l’UDC di Casini. Che il suo padrone l’ha scelto, ed è Berlusconi, come ha più volte ribadito ultimamente in tv. Poco comprensibile sarebbe altrimenti la scelta di Baccini e Tabacci di uscire e creare la Rosa Bianca, nata perchè Casini ha messo definitivamente da parte l’idea di un grande centro senza Berlusconi.
Nel partito democratico, da cui mi divide politicamente tutto, ci sono persone oneste e stimabili. Ci sono anche persone oneste che non stimo, e ci sono anche disonesti. Insomma, è un partito. Chi vuole semplificare dice che Veltroni è il braccio armato di Chiesa e Confindustria. Questa, oltre che una sciocchezza oggettiva è soprattutto un modo di porre la questione in maniera sempliciotta. Nel Pd, come in ogni partito, ci sono diverse anime, da quelle più progressiste a quelle più conservatrici. D’altra parte è un partito che racchiude post comunisti e post democristiani. E’ un partito complesso, che mira ad un rinnovamento. Ed è tutto quello che non voglio per l’Italia. Detto questo, sono assolutamente certo che nell’attuale sistema di democrazia rappresentativa, e nell’attuale sistema elettorale, le alleanze vadano fatte (come dice giustamente Silvana Pisa nel suo ultimo intervento al Senato), alleanze e mediazioni, e non “pur di governare” ma per governare meglio e rappresentare di più.
Ora, siccome io tra la lotta armata e dare il Paese a Berlusconi preferisco la terza via, che consiste nell’accettare compromessi e mediazioni con gente presentabile, ritengo che sia un suicidio la scelta solitaria del PD. E ve lo dimostro.

Di seguito lo schema con i risultati elettorali di poco meno di due anni fa.

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Prendiamo per buone queste votazioni, dopotutto è passato poco tempo. Solo per farci un’idea. Non consideriamo la sfiducia di una parte consistente dell’elettorato che ha votato l’Unione e oggi si ritrova ancora le leggi vergogna, il conflitto degli interessi, la subalternità alla politica esterna statunitense ecc.
Il PD, da solo, alla camera, prenderebbe circa 12 milioni di voti. Non contandoo nemmeno quella minoranza che non voterà più i “Ds” perchè emigrati a sinistra con la scissione di Mussi. 12 milioni se va alla grande.
Dall’altra parte, compatti anche se divisi, prenderanno quantomeno i voti dell’anno scorso, poi s’imbarcheranno Mastella, e tutti gli indecisi scontenti del governo delle tasse. Non meno di 20 milioni di voti. Contro i 12 del Pd e i 5 della Cosa Rossa. Con l’attuale legge elettorale la camera sarà occupata dal partito di Berlusconi e Fini, da Casini e dalla Lega. Suicidio.

Al Senato la Casa delle Libertà prese 428.179 voti in più, ma perse per il sistema elettorale. Oggi, col Pd da solo, la situazione sarebbe disastrosa. Il PD a 10 milioni di voti se va bene, (11 se va molto bene, e se entra anche l’IDV, ma così non va a solo). Cosa Rossa a 4 (5 se va bene). Dall’altro lato compatti sulle poltrone occuperanno il Senato con una maggioranza assoluta. Insieme arrivano a 18 milioni bendati.

Dopo aver occupato Camera e Senato con maggioranze schiaccianti, Berlusconi riaprirà il dialogo con Veltroni per le grandi riforme.
Ah no, quest’ultima cosa no.

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Fedele alla linea

dicembre 20, 2007

Infedeli alla linea

dicembre 20, 2007

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(Immagine da Corriere della Sera Magazine – Clicca per ingrandire) 

Falchi

dicembre 19, 2007

Mentre Camillo si felicita che il senato americano ha approvato finanziamenti per 70 miliardi di dollari destinati alle missioni militari (“Senate Approves $70 Billion War Funding for Iraq, Afghanistan”) noi facciamo una piccola analisi.

Il Washington Post aveva anticipato che i comandanti militari in Afghanistan chiedevano a Bush di aumentare con uomini e armi il contingente USA. Detto fatto.
Il Premier australiano Kevin Rudd lamentava la “criticità” della situazione afgana, denunciando un aumento della coltivazione di oppio e del narcotraffico. Chiedeva quindi alla NATO un contributo maggiore.
Il presidente del Senato Franco Marini a Napoli chiede di “potenziare, con mezzi adeguati e personale addestrato, le missioni italiane nei Balcani in Medio Oriente ed in Afghanistan“.

Non è difficile immaginare che i falchetti sono pronti a fare in Afghanistan quello che hanno già fatto in Iraq, che è ancora teatro di una guerra sanguinosa: solo a novembre sono stati 711 i civili uccisi.

In Italia la situazione è la seguente:
Ci sono i falchi italiani, tra cui annoveriamo anche Marini, che sono proni alla politica estera degli USA.
D’Alema è (oltre che un paraculo) a metà tra la diplomazia e il non scontentare Washington.
La sinistra Arcobaleno chiede che l’Europa si faccia promotrice di un processo di pacificazione del Paese che ricomprenda non solo i talebani ma i paesi confinanti; che riconfiguri la missione da militare a operazione di polizia dell’ONU, prevedendo un ritiro del nostro contingente; che sostenga economicamente la ricostruzione del Paese richiedendo in cambio il rispetto dei diritti umani.

A Febbraio in parlamento si voterà sulle missioni militari internazionali, noi come al solito staremo a guardare.

Un grazie a Silvana Pisa per le informazioni.

Intervista alla senatrice Silvana Pisa, membro della Commissione Difesa. Parliamo delle spese per armamenti previsti nell’ultima finanziaria e il quadro generale che ne viene fuori non è rassicurante. Anche perchè, come ascolterete, c’è un oscuro collegamento tra politici, ex militari e queste grosse industrie di armamenti.

Però fa piacere sapere che in mezzo a interessi, privilegi e incompetenza ci sia gente come la senatrice Pisa. Che è persona competente e onesta.