Ripasso settimanale

gennaio 21, 2008

E’ stata una settimana un pò così, con quella faccia un pò così che abbiano noi, quando ci arrestano la moglie e ce la prendiamo con le procure. Una settimana che non ha segnato disconuità rispetto alle stragi sul lavoro. Ancora morti, venti dall’inizio dell’anno. Settimana calda nei tribunali, dove abbiamo visto in lacrime il presidente Cuffaro, esultare per la sua condanna in primo grado a 5 anni (favoreggiamento e violazione del segreto d’ufficio) più interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Cuffaro avrebbe favorito boss mafiosi, senza però favorire Cosa Nostra (?). E quindi esulta, ed esultano con lui i suoi compagni di partito. Ci vestiamo per una volta da moralisti e lo diciamo col cuore: Casini, Cesa, Buttiglione e compagnia, ma vergognatevi un pò.
Oh, in realtà una spiegazione logica, così senza leggere le motivazioni della sentenza c’è: evidentemente non è stato ritenuto provato il dolo specifico, cioè i giudici hanno ritenuto che Cuffaro non abbia agito consapevolmente e volontariamente avendo come fine del proprio agire quello di aiutare Cosa Nostra in quanto tale. Cosa diversa è il dolo diretto, più facile da provare, ma sarebbe dovuta cambiare l’imputazione (cioè per concorso esterno in associazione mafiosa). Senza entrare nel merito di questa vicenda, si sappia che comunque resta aperta un’altra indagine su Cuffaro proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, affidata ai procuratori aggiunti Giuseppe Pignatone e Alfredo Morvillo. Che dire, speriamo in questa.

Settimana durante la quale Bush, in cerca di consensi in Medio Oriente, ha ricevuto solo dei “no grazie, la guerra all’Iran te la fai da solo”. E la faranno da soli, su questo possiamo stare tranquilli. Settimana di real politic, con Prodi (e buona parte del governo) costretto ad essere solidale “umanamente” con Mastella e costretto a rifiutare le sue dimissioni (buona la seconda, per fortuna). Ciononostante l’Udeur lamenta isolamento (che gran paraculi!) e minaccia il patatrac. Sarebbe ora, così ce li leviamo definitivamente dai coglioni. Vedrete che Prodi nel momento decisivo tirerà fuori unghie e dignità. E’ stata una settimana nella quale si è dato incredibile risalto ad un tema veramente ridicolo, cioè il Papa che si è rifiutato di andare alla Sapienza dopo la protesta di un centinaio di studenti e una lettera di un comitato di professori. Non ho mai visto Bruno Vespa così preso dalla notizia, a momenti menava Odifreddi in studio. E’ stata una settimana nella quale ho continuato a sentir parlare di “magistratura” e di “politica” come di entità univoche, quasi astratte, quasi trascendentali. Sarebbe ora di smetterla di porre le questioni in questo modo no? che è funzionale solo all’appiattimento e alla semplificazione del discorso.

Comunque la si pensi però, settimana da ricordare: non capita tutti i giorni che le dimissioni di un Ministro della Giustizia vengano accolte con un applauso quasi trasversale. Io ho una mia teoria: l’applauso, non era di solidarietà. Fate finta di stare in senato, sentite Mastella dimettersi, non verrebbe anche a voi di esplodere in un applauso commosso?
Ve lo ricordate Mastella da piccolo, quando era il servetto di De Mita? Sembrava Leporello, il servetto del Don Giovanni, e come Leporello un giorno disse “voglio fare il gentiluomo e non voglio più servir”. E vuolà, 30 anni dopo te lo vedi come Ministro della Giustizia in un governo di centro sinistra. Eh però: “per chi suona la Campania?”. Stavolta è toccato allo stato maggiore dell’Udeur, del quale fanno parte svariati figuri vicino alla famiglia Mastella: una ventina di arresti tra sindaci, assessori, consiglieri regionali, nonchè lei, la mogliera dell’ex ministro. Lo stesso Mastella è stato raggiunto da una informazione di garanzia per un bel pò di reati, tra cui concussione e associazione per delinquere. Non sono mica cose che t’impediscono di metterti una sciarpa rosa shocking e andare ad ascoltare in diretta l’Angelus del Papa, nè di rilasciare interviste insegnandoci che gli studenti i e professori che hanno protestato alla Sapienza sono degli imbecilli. Poi Mastella ha dichiarato (dimostrando di vederci lungo) “mi sento agli arresti”, ma forse si riferiva solo all’ambiente di piazza San Pietro.

Incredibile, siete arrivati fin qui. Vi metirate una pausa.

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Hanno zero

novembre 24, 2007

Ottima l’inchiesta sul nuovo Popolo della Libertà e sui circoli Berlusconi-Brambilla condotta nell’ultima puntata di AnnoZero. Il noto fenomeno di interesse giudiziario o, al più, criminologico Marcello Dell’Utri, viene intervistato come esperto conoscitore nell’ambiente “Circoli della Libertà, Michela Brambilla e simila”. Il pluricondannato appariva seccato. Pare che aderenti ai Circoli della Libertà (Brambilla) telefonino a quelli dei Circoli del Buon Governo (Dell’Utri) e gli dicano di cambiare tessera. Dell’Utri, visibilmente preoccupato (“cose indecenti“) per questo fenomeno, denunciava il tutto ad un non meno costernato Alberto Nerazzini.

Formigoni si è comportato benissimo, nonostante si fosse svegliato 5 minuti prima dell’inizio della trasmissione. Occhiaie, barba incolta, mi pare avesse addirittura le ciabatte.

Travaglio tagliato da Santoro ogni volta che provava a proferir parola. Però scambiava confidenze col sempre allegro (per motivi di paresi) Belpietro.

Tina Montinaro, moglie di Antonio, uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone uccisi a Capaci si lamenta giustamente perchè non viene pagata come la moglie di una vittima del terrorismo. Ma anche perchè nel film su Falcone “io non ho figli, anzi sto in cura con un dottore, speriamo bene”.

Sonia Alfano, famosa per motivi di rappresentanza, è stata ribattezzata Sonia vasa-vasa dopo le effusioni con Totò Cuffaro (sic).

Migliore in campo Beatrice Borromeo. E questa è la critica più feroce mai fatta alla trasmissione di Santoro.

Il tutto per la modica cifra di 220 mila euro. E 10.500 a Sant’Oro.

ps. Ad ogni modo Tina Montinaro è una grande.

Apprendo dal sito di radio radicale che giovedì 8 novembre, durante la seduta della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Pier Luigi Malesani, (direttore delle Relazioni Istituzionali e Internazionali RAI) ha reso noto il contratto di Michele Santoro. Se avete un pò di tempo ascoltate l’intera audizione  anche perchè particolarmente divertente.
Antonio Satta (Pop-Udeur) appare deciso: vuole sapere quanti soldi guadagna Santoro, e siccome l’epurato d’oro, durante la sua audizione disse che è cattiva educazione chiedere direttamente a lui, Satta esige che in commissione si sappia, perche “nel contratto di servizio è previsto che il parlamento debba essere messo in consizione di conoscere tutto della Rai”.
Il dottor Malesani risponde.
Michele Santoro ha un contratto con la Rai da direttore giornalistico (stipulato nel settembre 1999). Alla sua retribuzione annua lorda “in linea con quella prevista dal mercato”, si aggiunge “un compenso legato al raggiungimento di specifici obiettivi”, i cosidetti MBO (Management by objectives, che generalmente rispondono in termini di share), in più, una certa cifra per ogni puntata della sua trasmissione. Quindi: retribuzione annua lorda, “premi partita”, e retribuzione per puntata.
Malesani ci da i numeri, facciamo i conti: alla prima voce segnamo 266.000 Euro. I premi partita invece ammontano a 103.000 Euro. Per ogni puntata, in onda in prima serata, Santoro si aggiudica 10.500 Euro. (In seconda serata 2600). La scorsa stagione (2006-2007) sono andate in onda, in prima serata, 23 puntate di Annozero (23*10.500=241.500). Totale: 266.000+103.000+241.000= 610.500. Niente male.

Per questa stagione sono previste 33 puntate di AnnoZero. Santoro, se tutto va bene, si cattura 715500 Euro. Salvo ulteriori entrate di Siae che la commissione non ha appurato.
Qualche altro numero significativo: ogni puntata di AnnoZero costa 220.000 Euro, quindi 7260000 Euro per le 33 puntate. Si stima che le entrate per la pubblicità saranno di circa 9.200.000 Euro, cioè 1940000 Euro di utile per la Rai. Meno di 60000 euro di utile a puntata.

Una puntata di Ballarò, costa meno della metà di una puntata di AnnoZero (52000 euro all’ora, dice Malesani. Quindi Circa 100000 Euro a puntata). Non osiamo chiedere quanto prenda Vauro per le vignette, Travaglio per le letterine e la Borromeo per il nulla, temiamo la risposta.

Il Cuffaro in odor di mafia, in una puntata di AnnoZero nella quale si parlava anche degli stipendi vergognosamente stratosferici di dirigenti e manager siciliani, aveva detto a Santoro che lui prendeva più o meno come loro: “800.000 euro”, disse Cuffaro. Santoro minacciò querela e Marco Travaglio sull’Unità (Uliwood Party “Porco è bello” 18 novembre 2006) scrisse che Cuffaro ” (…)S’inventa uno stipendio di Michele Santoro da 800 mila euro (che è la somma delle sue ultime tre dichiarazioni dei redditi)“. Dispiace, ma il politico in odor di mafia ci è andato più vicino del giornalista antimafia.

ps. Una cosa interessante emersa in commissione è che nel cosidetto “piano editoriale” della Rai “sussistono 43000 contratti di collaborazione e di consulenza”. I dipendenti sono 13000, ma poi, piccolissimo, c’è questo dettaglio dei 43000 contratti di collaborazione e consulenza. No dico, 43 mila.