Falchi

dicembre 19, 2007

Mentre Camillo si felicita che il senato americano ha approvato finanziamenti per 70 miliardi di dollari destinati alle missioni militari (“Senate Approves $70 Billion War Funding for Iraq, Afghanistan”) noi facciamo una piccola analisi.

Il Washington Post aveva anticipato che i comandanti militari in Afghanistan chiedevano a Bush di aumentare con uomini e armi il contingente USA. Detto fatto.
Il Premier australiano Kevin Rudd lamentava la “criticità” della situazione afgana, denunciando un aumento della coltivazione di oppio e del narcotraffico. Chiedeva quindi alla NATO un contributo maggiore.
Il presidente del Senato Franco Marini a Napoli chiede di “potenziare, con mezzi adeguati e personale addestrato, le missioni italiane nei Balcani in Medio Oriente ed in Afghanistan“.

Non è difficile immaginare che i falchetti sono pronti a fare in Afghanistan quello che hanno già fatto in Iraq, che è ancora teatro di una guerra sanguinosa: solo a novembre sono stati 711 i civili uccisi.

In Italia la situazione è la seguente:
Ci sono i falchi italiani, tra cui annoveriamo anche Marini, che sono proni alla politica estera degli USA.
D’Alema è (oltre che un paraculo) a metà tra la diplomazia e il non scontentare Washington.
La sinistra Arcobaleno chiede che l’Europa si faccia promotrice di un processo di pacificazione del Paese che ricomprenda non solo i talebani ma i paesi confinanti; che riconfiguri la missione da militare a operazione di polizia dell’ONU, prevedendo un ritiro del nostro contingente; che sostenga economicamente la ricostruzione del Paese richiedendo in cambio il rispetto dei diritti umani.

A Febbraio in parlamento si voterà sulle missioni militari internazionali, noi come al solito staremo a guardare.

Un grazie a Silvana Pisa per le informazioni.