Cose che non capisco

marzo 14, 2008

Volevo dire: non capisco come si faccia ad andare addosso a una battuta. Con che faccia si sta montando una polemica del genere per una battuta. A me ha fatto morire dal ridere. La ragazza precaria è stata la prima a sorridere. Basta montare polemiche sulle stronzate.

Torno alle cose serie…

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Nice One

gennaio 30, 2008

Ripasso settimanale

gennaio 29, 2008

Carissimi amici del martedì, la settimana passata è stata segnata da due dimissioni importanti. Quella di Romano Prodi, che ha lassiato (come direbbe lui) la presidenza del consiglio dopo essere andato sotto al senato al voto di fiducia. E quella di Salvatore Cuffaro, che da sabato non è più governatore della regione Sicilia causa cannoli.
Dopo aver ottenuto la fiducia alla Camera, Prodi ha giustamente proseguito l’iter parlamentare contando uno per uno i senatori che ancora sostenevano il suo governo, ne abbiamo contati 156, compresi alcuni senatori a vita. Mastella alla fine, senza nessuna motivazione politica è stato l’ago della bilancia per demolire questo governo nato traballante, con numeri precari e con alleanze che hanno fatto perdere qualunque senso alla denominazione “centro-sinistra”. Conoscendo la storia politica del collezionista di poltrone, siamo sicuri che Clemente ricoprirà un incarico di rilievo in un eventuale e prossimo Governo di centro destra, non è uno che lascia a perdere, questo lo dice la storia.
Consueto civile scambio dialettico aristotelico dai banchi del Senato: con Castelli che paragona l’orgoglio Prodiano con un discorso di Mussolini al Lirico nel Dicembre del 1944 (“Qualunque cosa accada il seme è destinato a germogliare”). Con Fisichella, che ringrazia sentitamente Rutelli per averlo accolto tra i suoi dopo la rottura con Fini ma che rivendica una certa autorità. “mi permetto di ricordare che non ero e non sono un tizio qualunque cui viene regalato un seggio parlamentare”. Turigliatto, che già prima del voto preparava una sinistra di opposizione perchè “la sinistra ha ingoiato tutto senza riuscire ad ottenere nulla” (che è vero vero vero, ma ora?), e quando vota no viene ricoperto di applausi che paiono beffardi dai banchi delle destre. O il destro Morselli, che cita (male) il “finanzial taim” e afferma che Prodi verrà “sappellito”. Rimarrà alla storia l’intervento di Francesco Nitto Palma (Forza Italia), che si ricorda di essere uomo di legge e parte coi virtuosismi in latino. Anzi, prima in francese: “Après moi, le dèluge” (dopo di me, il diluvio) rimproverando Prodi di prendersi veramente troppo sul serio (“Ella rifiutò, perchè ella si ritiene..”). Poi si scatena: “Dum Romae Consulitur, Saguntum expugnatur” “Obtorto collo”, “Acta est fabula”, “Acta est tragedia”…e via via traducendo “ove mai lei non avesse particolare dimestichezza con il latino”.
Ma il caos esplode alla chiusura dell’intervento del Senatore Cusumano (ex Udeur), senatore dal 1992, ai tempi era DC.Conclude un confuso intervento Cusumato: “Scelgo in solitudine, scelgo con la mia libertà, scelgo con la mia coerenza (…) scelgo per la fiducia a Romano Prodi”. Apriti Cielo.
Dai banchi di An comincia Nino Strano “Cesso, sei un cesso”, “Merda, sei una merda, merda!” E mentre Marini sollecita il senatore Massidda a iniziare in suo intervento nel caos: “Senatore Massidda collabori!! E proviamoci!!” il senatore Barbato, capogruppo dell’Uder, parte di gran carriera “Vergona, Vergogna” mimando un aggressione con tanto di (tentato?) sputo. Cusumato impallidisce e sviene. Seduta sospesa. Mini spot per noi, torniamo subito. Finisce come sapete, 156 a 161, niente fiducia e dimissioni. Con il senatore Nino Strano che si distingue per garbo e rispetto formale delle Istituzioni urlando “Prodi, accattate sta mortadella!” gustandosi una bella fetta direttamente in aula.
E insomma, è andata così. Ora elezioni.

L’altra dimissione celebre, come detto, è stata quella di Totò Cuffaro, che nel dopo sentenza, a caldo, si era detto tranquillo, felice per non essere stato ritenuto un favoreggiatore di Cosa Nostra, e promettendo “non mi dimetto”. Intanto il Ministero dell’Interno aveva avviato un procedimento di sospensione richiesto dalla procura di Palermo, ma Totò anticipa tutti. Si dimette, anche grazie ai pressing di Miccichè (!) e di Dell’Utri (!!), grazie ai cannoli con i quali ha festeggiato la condanna light, e dopo che la sua situazione processuale stava imbarazzando un partito che lavora per un grande centro moderato. O forse no, visto che pare si stia già preparando a diventare senatore. O Parlamentare Europeo. Il problema, ora, è un altro. E cioè il successore di Cuffaro. Chi tra i moderati si aspetta un cambio radicale, una faccia nuova, un nuovo modo di fare politica, più trasparente, meno clientelare, mano baci o strette di mano, probabilmente avrà da ricredersi. Il successore ideale ha una faccia, un nome e un cognome. Si chiama Raffaele Lombardo, e già adesso controlla una miriade di voti nella Sicilia Orientale, con metodi che ricordano molto quelli di Totò.
Scrive Bolzoni su Repubblica “Vengono tutti e due da là (Democrazia Cristiana, NdA) Cuffaro e Lombardo, il primo che farà 50 anni a febbraio e l’altro 58 ad ottobre, tutti e due fedelissimi dell’ex ministro Calogero “Lillo” Mannino, il grande vecchio della Dc siciliana, il loro maestro, il loro prezioso consigliere ancora negli ultimi difficili mesi con un governatore in bilico e un altro in pectore. Tutti e due ex della scuola dai Salesiani, tutti e due medici.
Un altro medico, ex DC e vicino a quegli esponenti della DC sicialiana che entravano e uscivano dai tribunali per processi di mafia.
Una parte della Sicilia (e dell’Italia) ha scoperto che non basta liberarsi di Cuffaro per cambiare il sistema politico siciliano. E questo è solo un esempio dell’incostistenza di quelle proposte di legge che vedono come la panacea di tutti i mali quella di agire esclusivamente dal punto di vista penale e processuale per risolvere problemi culturali, radicati nelle persone, che non si cambiano coi decreti legge.
Fra tre mesi la Sicilia è di nuovo chiamata a votare per eleggere il nuovo governatore. Speriamo che il lavoro di Rita Borsellino e delle forze progressiste in Sicilia sia servito a qualcosa.

La camega apgova

gennaio 24, 2008

Favoreggiamenti

gennaio 18, 2008

Cuffaro si è visto appioppare 5 anni di galera e interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza di primo grado dice più o meno così. Non riconosciuta l’aggravante di favoreggiamento a Cosa Nostra. Bizzarro, visto che il favoreggiato (reato appurato dal giudice) è Giuseppe Guttadauro. Già condannato definitivamente per mafia. Aspettiamo le motivazioni naturalmente, ma così, a pelle, sembra una gran stronzata.

Casini dichiara: «Abbiamo sempre saputo che Cuffaro con la mafia non ha nulla a che fare, sono certo che in appello cadranno anche queste altre accuse che in primo grado si sono manifestate». Dimostrando ancora una volta grande rispetto per una sentenza. Si attendono dichiarazioni di Tabacci.

Cuffaro intanto, che prima della sentenza aveva esordito con un «Sono rispettoso delle istituzioni» gioisce e annuncia che da domani continuerà il suo lavoro. Rispettoso anche dell’interdizione perpetua immaginiamo.

Toghe Rosse comunque scatenate: in pochi giorni questo KGB ha arrestato lo stato maggiore dell’Udeur in campania, chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi e Saccà e infilzato questa nuova condanna a Cuffaro. E’ proprio vero, aria di golpe.

Nazionalismi

gennaio 15, 2008

Poi dite che all’estero non ci prendono sul serio

With his press conference this week – in which he declared “With Carla, it is serious” – Nicolas Sarkozy emerged as the undisputed winner of the Silvio Berlusconi Award for Europe’s most embarrassing politician.

 ps. Visto che non riesco a tenere fede a un impegno nemmeno se questo vuol dire “non fare”, facciamo così: lunedì post lungo e serio, il resto della settimana facoltativo.

Una cosa impopolare

dicembre 21, 2007

La telefonata Saccà-Berlusconi che sta facendo il giro del mondo è stata pubblicata illegalmente e rappresenta una violazione evidente della privacy, che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito.
Chi dalle procure ha diffuso questi nastri ha commesso il reato di violazione del segreto d’ufficio (art. 326 c.p.). Chi ha pubblicato commette i reati di concorso in violazione del segreto d’ufficio e pubblicazione illegittima.
Con una sentenza del 2004 la Corte di Cassazione (Sent. 35647/2004) ha stabilito che solo l’informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) scioglie il segreto d’ufficio, e gli atti coperti da riserbo non possono essere divulgati finchè l’indagato non ne viene a conoscenza.
Non solo: l’art. 114 c.p.p. chiarisce in maniera inequivocabile cheE’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.” e aggiunge “E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare“.
Norme a tutela sia alla privacy dei cittadini che delle indagini.

Qui il diritto all’informazione non c’entra niente: ci sono dei tempi da rispettare. Per legge. E stupisce che chi si riempie la bocca di legalità senza se e senza ma, chi farfuglia di “parlamenti puliti” e “non ci sono reati minori”, sia in prima fila quando ci sono episodi del genere.

Ora: a parte il problema “legale” che mi pare ampiamente chiarito, c’è anche un problema più generale. Una telefonata, vivisezionata e analizzata isolatamente, da necessariamente una visione distorta della realtà dei fatti: la migliora o la peggiora. Questi episodi (che interessano in questo momento soltanto la magistratura) devono essere valutati in contesti più ampi, per avere un quadro reale della situazione.

Io non conosco il contenuto di questa telefonata, e al momento non m’interessa. Ho letto qualcosa sui giornali di oggi, ma non ho intenzione di ascoltare una telefonata di due privati cittadini. Telefonata che al momento rappresenta solo materiale d’indagine, coperta da segreto. Pare che anche AnnoZero abbia mandato la telefonata (col benestare di Cordero, che era in studio).

Invece io sono d’accordo con Bruno Vespa!

Ieri su Condor Pisapia ha spiegato tutto questo. Quindi grazie a Condor per il servizio.

Stampa estera

dicembre 19, 2007

Non proprio puntuale, Le Monde, ma è l’unico tra i quotidiani esteri.

Ritagli

dicembre 14, 2007

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Ritagli

dicembre 13, 2007

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